Bollo auto, aumento 12% nel 2015. Ecco la nuova riforma del Governo per la Pubblica AmministrazioneBollo auto, aumento del 12%, abolito il superbollo

Siete contenti per gli 80 euro in più che prendete grazie a Renzi? Bene, iniziate a metterne un pò da parte, perchè dovrete pagare il nuovo bollo auto che nel 2015 aumenterà del 12%.

Ecco tutte le novità della nuova proposta di legge del Governo.

ROMA – Nel 2015 l’importo del bollo auto potrebbe aumentare del 12%. Lo prevede la bozza di riforma della pubblica amministrazione. La bozza prevede anche la possibilità per le regioni e per le province autonome di Trento e Bolzano di istituire l’imposta regionale di immatricolazione dei veicoli.

La buona notizia è che il superbollo per le auto con più di 185 kW (250 cavalli) sarà abolito. L’addio, finalmente, a questa addizionale erariale è una mossa logica, controbilanciata purtroppo da un aumento. Il bollo, la tassa automobilistica (un tempo “di circolazione”) sarà soggetto, dal 2015, ad aumenti fino al 12% che saranno ad libitum da parte delle Regioni. Insomma, togliamo una tassa che pagavano pochi ricchi (si presuppone che chi ha una macchina da oltre 250 cavalli proprio povero non sia) per introdurne una che pagheranno tutti, anche quelli che a stento arrivano a prendere 1000 euro al mese. 

La burocrazia invece dovrebbe subire uno snellimento, con la nascita dell’archivio unico presso il ministero delle Infrastrutture (ancora incerto il futuro del PRA, il pubblico registro automobilistico) mentre viene abolito il certificato di proprietà, al suo posto la Carta unica del veicoli. Saluta anche l’Ipt che sarà sostituita dall’imposta regionale di immatricolazione, che sarà definita dal caratteristiche più specifiche del mezzo, sulla falsariga del bollo: tipo, categoria, emissioni e potenza. Anche qui però le regioni avranno un’ampia (esagerata a nostro avviso) discrezionalità: quella di aumentare fino al 30% la quota base stabilita.

Per ora si tratta di una bozza di disegno di legge e i tempi, con l’estate alle porte, potrebbero dilatarsi. Senza contare le opposizioni che il cammino di questi provvedimenti potrebbe incontrare. L’obiettivo è comunque il 2015.

Ma le novità non finiscono qui. Ecco le altre proposte legate a questa nuova riforma che è in corso di modifica per poi essere approvata nelle prossime settimane.

Doppia opzione aperta nella bozza al decreto P.a per la riduzione dei diritti annuali che le imprese pagano alle camere di commercio. Nel testo due le alternative: nella prima viene dimezzato del 50% l’importo che le imprese pagano, nella seconda vengono invece abrogate le norme che stabiliscono le modalità e l’obbligo di questo pagamento.

SPOSTAMENTI I dipendenti pubblici potranno essere spostati senza assenso del lavoratore sempre nello stesso Comune e in un qualsiasi ufficio pubblico nel raggio di 50 chilometri. Lo si legge nella bozza di riforma della P.a. Nella mobilità volontaria ,ovvero quella scelta dal travet, non è necessario il nulla osta dell’amministrazione di provenienza.

DICHIARAZIONE DI SUCCESSIONE Sale il tetto sotto il quale i contribuenti non devono presentare la dichiarazione di successione, nel caso in cui eredi siano il coniuge e i parenti in linea retta. Lo prevede il capitolo sulle semplificazioni fiscali della bozza del decreto per la riforma della P.A oggi all’esame del governo. L’importo, prima fissato in 50 milioni di lire (circa 25.800 euro), passa ora a 75.000 euro. Semplificazioni anche la documentazione: ora possibile una dichiarazione sostitutiva di atto notorio.

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