Il datore di lavoro può installare telecamere sul posto di lavoro

La corte di cassazione ha dato l’ok affinché il datore di lavoro possa installare le telecamere per controllare che i suoi dipendenti con facciano reati.

Ok della corte di cassazione sull’installazione di telecamere che controllino che i dipendenti non commettano reato sul posto di lavoro. Questo almeno se la ripresa è atta ad impedire che il lavoratore commetta reati sul posto di lavoro. Infatti la sentenza arriva dopo che alcuni “furbetti del cartellino” volevano annullare la loro sospensione dal lavoro perché il datore di lavoro aveva installato le telecamere sulla bollatrice.

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L’avvocato Fulvio Sarzana, noto esperto in diritti digitali, precisa che l’articolo 4 dello statuto dei lavoratori è da reinterpretare in un’ottica diversa e che mira a proteggere anche il lavoratore onesto da quello truffaldino.

Per quanto riguarda il rapporto interno non cambia granché, si ribadisce il telecontrollo rispetto all’efficacia contrattuale: certamente però apre una strada. La sentenza esclude tutto quanto riguarda la privacy, il giusto rapporto tra lavoratore e datore, le tecnologie da usare, si concentra soltanto su un aspetto: si può riprendere un lavoratore, direttamente, se si teme avvenga un reato? La risposta è affermativa. Ovviamente, restando validi tutti i protocolli che stabiliscono come si installano queste apparecchiature e quali informative dare ai lavoratori, c’è anche l’opzione per cui un datore può essere tentato di sostenere che per un piccolo furto è giustificato a riprendere i lavoratori. Ma la ricerca di una condizione di pericolo dovrà essere spiegata, altrimenti si può ricadere nell’abuso.

Dunque la privacy non può impedire allo stesso datore di lavoro di proteggere il proprio lavoro ed i propri lavoratori onesti da quelli che continuano ad eludere i controlli. Questa sentenza però si adegua ai tempi che cambiano, figlia del jobs act, che comunque mira più a proteggere il datore di lavoro che il lavoratore stesso.