Incredibile: Con il microfono di uno smartphone è possibile decifrare chiavi a 4.096 bit

Gli smartphone moderni hanno capacità infinite, oltre alle classiche telefonate offrono molti di più, fanno da GPS, lettore multimediale e molto altro ma quello che hanno scoperto tre ricercatori è fantascientifico. Infatti grazie ad una tecnica particolare  sono riusciti a decifrare una chiave RSA a 4.096 bit utilizzando il microfono di uno smartphone per registrare il suono emesso da un computer durante la visualizzazione di un messaggio criptato.

Infatti i tre ricercatori utilizzando un Samsung Galaxy Note 2 e un notebook IBM, sul quale è stato installato GNU Privacy Guard utilizzando un attacco basato sulla criptoanalisi acustica che ha avuto successo anche con altre applicazioni.

Daniel Genkin e Eran Tromer della Tel Aviv University, e Adi Shamir, uno degli inventori dell’algoritmo RSA, ora professore al Weizmann Institute of Science, hanno pubblicato un documento che descrive in dettaglio la RSA Key Extraction, dopo la distribuzione di un update per GnuPG che contiene contromisure per la prevenzione dell’attacco.

Gli scienziati sono riusciti a decifrare la chiave a 4.096 bit usata dal software in un ora, analizzando il suono generato dal computer durante la decodifica di una email. Lo smartphone è stato posizionato ad una distanza di 30 centimetri, ma utilizzando microfoni professionali è possibile raggiungere anche i 4 metri.

Chiaramente la tecnica ha alcuni limiti, in quanto i malintenzionati devono posizionare uno smartphone o un microfono nelle vicinanze del notebook, nel momento esatto in cui il messaggio viene ricevuto.

Insomma i nostri dati non sono al sicuro neanche dietro la super protezione a 4.096 bit!!!