La rubrica dell’orrore: Andras Pandy, il serial killer del martello.

Inauguriamo da oggi un nuovo appuntamento con i nostri lettori. Si tratta della rubrica degli orrori, in cui ogni giorno vi parleremo di un assassino tra i più cruenti mai esistiti, alcune volte con foto forti altre con semplici foto e con una breve descrizione di ciò che hanno fatto in vita (molti di loro sono fortunatamente passati a miglior vita).

Oggi vi parleremo di Andras Pandy, un serial killer belga abile nell’uccidere gente a colpi di martello, parenti compresi. In vita ebbe anche una relazione incestuosa con la figlia Agnes, sotto in foto, complice con lui in alcuni delitti.

András Pándy (nato il 1° giugno 1927, a Chop, in Ucraina) è stato un serial killer belga. E’ deceduto in prigione mentre stava scontando un ergastolo per l’omicidio delle sue due mogli e di 4 bambini, dopo essere stato arrestato quando sua figlia Agnes, complice ed ex amante, confessò di essere stata coinvolta in almeno 5 degli omicidi. Ex prete, fu soprannominato “Padre Barbablu” da una parte della stampa belga.

Scomparse

Pándy incontrò la sua prima moglie, Ilona Sőrés, nel 1957. All’alba dell’era comunista, fuggirono dall’Ungheria al Belgio. Un anno dopo nacque la figlia Ágnes, i figli Dániel e Zoltán nacquero rispettivamente nel 1961 e nel 1966. Dopo un anno, la coppia divorziò quando Pándy accusò Ilona di infedeltà. Lei andò via di casa, portando con sé i figli maschi, ma lasciando la figlia, che presto divenne vittima di una relazione incestuosa con il padre.

All’inizio degli anni ‘70, Pándy cominciò a corteggiare altre donne attraverso agenzie d’appuntamenti, spesso fornendo loro nome e impiego falsi, usando il motto “Luna di miele europea” negli annunci. Alla fine del decennio, visitò nuovamente l’Ungheria, incontrando la sua futura seconda moglie, Edit Fintor, una donna sposata con tre figlie, Tünde, Tímea e Andrea. Sedusse la donna che, secondo il suo ex marito, fece una fuga romantica con Pándy in Belgio.

Le scomparse cominciarono nel 1986: dapprima la moglie Edit, poi la sua figlia tredicenne Andrea – Pándy dichiarò all’amante di Edit che si erano trasferite in Germania. Nel 1988, la sua ex-moglie Ilona e i suoi figli scomparvero – Pándy dapprima dichiarò che si erano trasferiti in Francia, più tardi disse in Sud America. Alla fine nel 1990, dopo aver mandato Ágnes in vacanza con i suoi figli, scomparve Tünde – più tardi Pándy affermò che l’aveva buttata fuori di casa.

La confessione di Ágnes

Ágnes toccò il fondo nel novembre 1997: dopo aver denunciato il padre nel 1992 per abuso sessuale, tornò alla polizia per confessare gli omicidi dei parenti scomparsi. Secondo quanto affermò, lei era responsabile solamente dell’omicidio della madre Ilona, e prese parte negli omicidi di Dániel, Zoltán e Andrea. (Si rifiutò di menzionare il caso di Tünde.) Il modus operandi che presentò fu, in due casi, omicidio per mezzo di pistola, e trauma alla testa causato da un leggero oggetto contundente. I corpi erano poi stati smembrati, in parte dissolti nell’acido nel seminterrato, ed in parte gettati in un mattatoio del luogo.

La fuga di Tímea

Nel 1984, Pándy cominciò un’altra relazione incestuosa con la figliastra Tímea. Ágnes, in uno scatto di gelosia, cercò di uccidere Tímea a bastonate come gli altri, ma fu sorpresa. Tímea scappò dalla casa e presto emigrò in Canada.

Arresto, processo e condanna

Pándy fu arrestato il 16 ottobre 1997 – lo stesso giorno in cui si manifestava per le vittime di un altro serial killer belga, Marc Dutroux. Il caso fu riportato dai media di tutto il mondo, soprattutto dopo la reazione impassibile di Pándy per quello che stava accadendo. Pándy fu condannato all’ergastolo. Quando Pándy divenne 80enne, i responsabili del carcere cercarono di portarlo in una pensione.