La rubrica dell’orrore: Edward Gein, l’uomo che tesseva con la pelle umana.

Inauguriamo da oggi un nuovo appuntamento con i nostri lettori. Si tratta della rubrica degli orrori, in cui ogni giorno vi parleremo di un assassino tra i più cruenti mai esistiti, alcune volte con foto forti altre con semplici foto e con una breve descrizione di ciò che hanno fatto in vita (molti di loro sono fortunatamente passati a miglior vita).

Oggi vi parleremo di Edward Gein, meglio conosciuto come Ed Gein, un assassino o meglio un serial killer statunitense che non ha ucciso tantissime persone, dato che la sua peculiarità era quella di aprire le bare e rubare i corpi all’interno così da poter scuoiarli ed utilizzare la pelle per tessere capi di arredamento. A seguire troverete alcune informazioni ed alcune foto abbastanza forti, buona continuazione.

Il 17 novembre 1957 la commessa di una drogheria di nome Bernice Worden (madre del vicesceriffo) sparì nel nulla, fra i sospettati c’era anche Ed Gein; perché secondo le testimonianze fu l’ultima persona ad aver avuto contatti con lei, prima della scomparsa. Durante l’ispezione di un capanno di proprietà di quest’ultimo, gli agenti fecero la prima macabra scoperta: il corpo della Worden, decapitato e appeso dalle caviglie, aperto in due a partire dagli organi sessuali; le mutilazioni erano state inflitte postmortem. La donna era stata uccisa con una carabina calibro 22. La testa fu rinvenuta in un’altra stanza della casa, con due chiodi conficcati ai lati: Ed aveva intenzione di appenderla al muro come un trofeo.

La casa degli orrori

Cercando nella casa le autorità trovarono:

  • quattro nasi;
  • ossa umane;
  • alcuni teschi
  • dieci teste di donne come decorazioni nella camera da letto;
  • pelle umana usata come tappezzeria per lampade e sedie;
  • calotte craniche trasformate in ciotole;
  • un cuore umano (si discute su dove sia stato trovato; gli addetti al rapporto affermano tutti che fosse in una casseruola nella stufa, mentre alcuni fotografi della scena del crimine affermarono che fosse in una scatola di carta);
  • due labbra umane che decoravano una finestra;
  • un tamburo fatto di pelle umana;
  • femori usati come gambe per un tavolo;
  • nove maschere fatte di pelle umana mummificata;
  • una colonna vertebrale adibita a lampada;
  • vestiti fatti di pelle umana.

La confessione di Gein

Gein confessò di aver dissotterrato dal sepolcro una donna di mezza età recentemente sepolta che assomigliava molto a sua madre e di aver portato il corpo a casa dove ne aveva lavorato la pelle per farne i suoi macabri manufatti. In totale fece 40 visite notturne al cimitero e violò circa 18 tombe.

Durante l’interrogatorio Gein confessò inoltre di aver ucciso Mary Hogan, un’impiegata di una locale taverna che era scomparsa dal 1954. Lasciò anche capire che aveva commesso altri delitti in gioventù, tra cui una ragazzina adolescente scomparsa da Plainfield da diversi decenni.

Il rituale macabro

La letteratura considera l’usare pelle di donna come un “insano rituale di travestitismo”.

Si pensa che Gein sperimentasse anche una forma di necrofilia, ricavando piacere sessuale dai corpi mutilati, ma Gein ha sempre negato di aver avuto rapporti con i corpi riesumati ponendo come motivazione che avevano un cattivo odore.

Confessò altresì che dopo la morte della madre, aveva il desiderio di cambiare sesso, tuttavia si discute su come si manifestasse questa sua transessualità: secondo molti egli aveva creato il suo “abito da donna” in pelle umana in modo che potesse assumere le sembianze della madre.

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