La rubrica dell’orrore: Faludi Timea, l’angelo della morte.

Inauguriamo da oggi un nuovo appuntamento con i nostri lettori. Si tratta della rubrica degli orrori, in cui ogni giorno vi parleremo di un assassino tra i più cruenti mai esistiti, alcune volte con foto forti altre con semplici foto e con una breve descrizione di ciò che hanno fatto in vita (molti di loro sono fortunatamente passati a miglior vita).

Oggi vi parleremo di Faludi Timea, un’infermiera che tra gli anni 2000-2001 praticò iniezioni letali a più di 40 pazienti illegalmente, commettendo quindi il reato di omicidio.

Era un’infermiera ungherese che, tra il 2000 e il febbraio 2001, avvelenò dei pazienti all’ospedale di Gyala Nviro a Budapest con alte dosi di medicinali tranquillizzanti. Venne scoperta dopo che il direttore medico si accorse che, durante il suo turno di notte, il tasso di mortalità dei pazienti era stranamente elevato. Arrestata all’età di 24 anni, confessò di avere ucciso circa quaranta pazienti perché “provava pietà verso di loro” (cosa probabilmente falsa, dato che è la tipica scusa di ogni “Angelo della Morte”); i corpi erano stati cremati, quindi non si poterono effettuare autopsie o controlli. Processata, ebbe 9 anni di carcere per alcuni tentati omicidii. Al processo le erano state formalizzate accuse per otto omicidii e rimase sospettata di 30 o 35.