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Se il sito web A “linka” ad un sito web B che contiene materiale pirata, il sito web A non è punibile penalmente.

Questo in sintesi è quello che è emerso dalla controversia che si è tenuta in questi giorni in Olanda, e che ha visto il giudizio della Comunità Europea. Il caso che ha portato in tribunale  Svensson e Sjögren e le l’azienda Retriever Sverige dove proprio per un caso di un collegamento cliccabile, appunto un link, che conteneva materiale protetto dai diritti d’autore, ha avuto dei risvolti ben chiari ai più ma che ancora la giurisprudenza non aveva molto chiaro.

I SITI che indirizzano allo streaming gratis di calcio e film pirata potrebbero diventare legali, se passerà la posizione espressa da Melchior Wathelet, Avvocato Generale della Corte di Giustizia Europea su un caso di violazione di diritto d’autore.

Tutti i più grandi esperti in Italia, come l’avvocato Fulvio Sarzana, il deputato Stefano Quintarelli, ed Enzo Mazza, presidente di Fpm (Federazione contro la pirateria musicale e multimediale) e di Fimi (Federazione dell’industria musicale italiana), dove si nutrono forti perplessità in merito alla sentenza.

Dunque se da una parte la logica del LINK prevede che essendo una risorsa pubblica in rete, la semplice pubblicazione di un LINK su un sito non crea un danno ma invece offre traffico aggiuntivo per la risorsa. Dall’altro c’è il disastro economico che questo potrebbe portare alla major e alla case che producono contenuti esclusivi.

Dunque allo stato attuale il linking non è reato a meno che si vada a modificare direttamente la risorsa condivisa.