L’MP3 è morto. Lunga vita all’AAC

Cessato lo sviluppo dell’MP3 e dunque la morte del formato che ha diffuso la musica digitale. Ora l’AAC è il formato del futuro

Dopo anni di sviluppo, i creatori del formato MP3 hanno ufficialmente abbandonato lo sviluppo del formato audio compresso che ha permesso la diffusione di massa della musica digitale. Infatti dopo anni di lotta, il nuovo formato AAC è diventato il migliore in assoluto, in termini di compressione e qualità e che ha decretato la morte del diffusissimo MP3.

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L’MP3, il formato che rivoluzionato il mondo della musica, lanciato negli anni ’90, è stato ufficialmente ritirato dal mercato.

Infatti l’istituto Fraunhofer, che ha creato il formato audio compresso, ha cessato il suo sviluppo e non vuole mantenerlo più in vita. Quindi a Maggio 2017 è morto ufficialmente l’MP3.

Nel cuminicato, ha annunciato, l’Istituto Fraunhofer, che il formato AAC, aconimo di Advanced Audio Coding, è diventato il nuovo standard per la compressione delle musica digitale. L’AAC, rispetto all’MP3, offre una maggiore qualità in rapporto alla sua compressione.

Cos’è l’AAC?

L’AAC è semplicemente più efficiente dell’MP3 e quindi si è diffuso rapidamente su smartphone, dispositivi portatili, TV e per lo streaming audio su internet offrendo una qualità audio superiore con bitrate inferiore e dunque con consumo meno di banda.

Nel bene e nel male grazie MP3, è stato un piacere averti conosciuto.

L’MP3 fu sviluppato alla fine degli anni ’80 presso la Friedrich-Alexander University di Erlangen di Norimberga e negli anni ’90 ha conosciuto il vero boom e negli anni 2000 ha visto una lotta contro la pirateria senza confini perchè proprio l’MP3 facilitava la pirateria della musica digitale.

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