ATTENZIONE: Chiunque può essere localizzato con i social media in 12 ore

Chiunque può essere individuato in sole 12 ore grazie ai social network.

Vi riporto oggi una notizia particolarmente interessante, che dovrebbe essere letta da tutti gli utenti che sono registrati a svariati social network e abitualmente ne utilizzano parecchi.

I social network sono comodi e utili per restare sempre in contatto con amici e conoscenti, ma, come abbiamo imparato in questi tempi, rappresentano un’arma a doppio taglio. Se, da una parte, ci consentono di essere sempre online e sempre connessi, dall’altra consentono a chiunque di rintracciarci in pochissime ore. Diventare invisibili, dunque, sarà impossibile con questi social network.

La notizia proviene direttamente da una ricerca condotta da alcuni studiosi internazionali e ha portato alla luce la facilità con cui è possibile individuare ovunque una persona grazie ai vari Facebook & Co. Partendo da un vecchio esperimento del 1967, si è arrivati oggi a comprendere in quanto tempo (circa) chiunque di noi può essere localizzato tramite i social network. Il risultato? Solo 12 ore! Incredibile. 

Ma vediamo tutti i dettagli in merito. 

Tutto parte dal lo9ntano 1967, quando Stanley Milgram, un sociologo americano, s’interessò alla rete di relazioni interpersonali che uniscono i componenti di una stessa comunità.

Lo studioso aveva realizzato un curioso esperimento, cercando di confutare la seguente ipotesi: data una vasta rete sociale, ognuno dei suoi membri è connesso ad un qualunque altro membro tramite una catena più o meno lunga di relazioni intermedie.

L’esperimento consisteva nell’inviare a 160 individui scelti a caso negli stati del Nebraska e del Kansas un pacco, chiedendo loro di inoltrarlo ad un suo amico residente a Boston. L’esperimento prevedeva una sola e semplice regola: i destinatari dovevano inviare il pacco ad un loro conoscente che fosse “socialmente” quanto più vicino possibile al suo amico di Boston.

Il risultato dell’esperimento fu molto interessante: il pacco arrivò a destinazione passando anche solo da due mani, anche se, in media, ai pacchi occorrevano circa cinque passaggi di consegna per giungere a destinazione. Da qui l’espressione “sei gradi di separazione”.

Il lavoro di Milgram, comunque, è stato ripreso in molti ambiti negli scorsi anni, tra cui ovviamente anche il web: nel caso di Microsoft, ad esempio, è stato calcolato che i contatti di Windows Live Messenger sono mediamente separati da “6,6 gradi di separazione”, mentre per Facebook sono stati calcolati in media 4 gradi.

Questa ricerca, però, è interessante non solo per analizzare i gradi di separazione tra gli utenti, ma anche per quanto riguarda il tempo che un messaggio impiega per viaggiare attraverso la rete per raggiungere il suo destinatario. I pacchi di Milgram impiegavano dai 4 ai 10 giorni per giungere a destinazione, ma quanto velocemente è possibile attraversare la rete sociale prodotta dai nuovi media per trovare una specifica persona? 

Ecco la ricerca che chiarisce i nostri dubbi. A questa domanda, infatti, ha di ce4rcato rispondere Alex Rutherford, del Masdar Institute of Science and Technology di Abu Dhabi.

Il ricercatore, assieme al suo team, ha dimostrato teoricamente che ogni individuo è rintracciabile tramite i social media in appena 12 ore.

Abbiamo mostrato che queste dodici ore di separazione sono possibili fondamentalmente grazie all’abilità dei social network di mobilitarsi in maniera mirata, sfruttando al massimo la geolocalizzazione nel reclutamento delle persone da coinvolgere nella ricerca. I tempi di tracciamento potrebbero perfino raffinarsi e accorciarsi se vi fossero ragioni forti a spingere le persone come un premio, un pagamento o un qualche tipo d’incentivo. Riflessione essenziale che potrebbe avere applicazioni importanti per aiutare ad esempio nelle situazioni d’emergenza per identificare vittime o dispersi.

In cosa consiste questa ricerca? Come funziona? Vediamo i dettagli. 

Lo studio è stato realizzato con una sorta di gioco, in cui l’obiettivo era quello di trovare cinque persone da cinque diverse città del Nord America e dell’Europa, sfruttando come unico indizio una foto segnaletica del soggetto, il nome della città di appartenenza ed il fatto che essi avrebbero indossato una specifica maglia legata alla sfida. Una sfida che in molti hanno raccolto e che ha portato a risultati davvero interessanti. Rutherford e la sua squadra hanno vinto la gara individuando tre dei cinque individui in appena 12 ore.

Come hanno fatto? A detta loro, sono riusciti a contattare le persone giuste attraverso opportuni incentivi. Sono state poi queste ultime, tramite le loro reti sociali, a fare il resto.

Attenti, dunque: tramite i social network chiunque può riuscire a riconoscervi e a rintracciarvi senza grosse difficoltà. Un mio amico, ad esempio, una sera ha visto una ragazza in centro a Parma e, dopo 2 ore, l’aveva già aggiunta tra gli amici di Facebook. Vi assicuro che di questa ragazza conosceva solo il viso, ma, non so in che modo, forse parlando con le persone giuste, è riuscito a capire chi fosse e a trovarla su Facebook. Non sarà la stessa cosa, ma era giusto un esempio per farvi capire quanto sia facile rintracciare le persone tramite questi strumenti social.

Occhio! Uomo avvisato… 🙂

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