Nasce istella, il motore di ricerca made in Italy: cosa è e come funziona

Tiscali lancia un nuovo motore di ricerca per fare concorrenza a Google. O meglio: un motore di ricerca alternativo a Google. Visto che sfidare Google con un concorrente sembra quasi impossibile (vedi il disastro di Volunia), Tiscali ci prova con un servizio complementare. Vediamo tutti i dettagli.

“Non vogliamo contrastare Google, oggi muoviamo i primi passi con un servizio alternativo e complementare”

Così Renato Soru, presidente e ad di Tiscali, lancia il motore di ricerca istella, il cui algoritmo “è la qualità e il sapere condiviso” e non la popolarità.

Vuole scandagliare “il web nascosto”, ha specificato Soru, “fatto di archivi e contenuti di inestimabile valore” ma anche “il sapere comune” per conoscere e condividere la cultura italiana”.

Darà dunque la possibilità agli utenti non solo di cercare ma anche di contribuire e condividere “i propri archivi personali”.

Lanciato come il rivale italiano di Google, istella nasce con obiettivi e stile diversi.

Già nell’impostazione ricorda più Wikipedia che il motore di ricerca di Mountain View, con qualche concessione alla grafica di Pinterest.

A monte di istella c’è poi il progetto di indicizzare e digitalizzare la storia e la cultura italiana, un modo per portare a galla tutto quanto c’è nel Web che riguarda il nostro Paese. In questa operazione sono chiamati a partecipare i cittadini digitalizzando i loro materiali scritti, audio, foto e video in modo tale da integrare gli archivi digitali di giornali ed enti che aderiscono al sito.

Il portale istella vede la luce anche grazie a istituzioni, aziende, fondazioni, associazioni, tra cui ad oggi si annoverano l’Istituto Treccani, l’Agenzia Stampa LaPresse, l’ICAR-SAN (Istituto Centrale per gli Archivi del Ministero dei Beni Culturali), l’ICCU (Istituto Centrale per il Catalogo Unico del Ministero dei Beni Culturali), la Guida Monaci e Blom CGR (Compagnia Generale Ripreseaeree), azienda leader in Italia nel telerilevamento. I partner tecnologici di istella sono il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), l’Università di Pisa, l’Internet Memory Foundation, Dell e HERE, il brand di location cloud di Nokia.

“La Rete è solo la punta dell’iceberg delle conoscenze italiane – sostiene Soru – Molte cose non sono indicizzate da Google”. “L’Italia ha cancellato qualunque monopolio, ma oggi assistiamo alla nascita di monopoli esterni e più pericolosi come quelli della ricerca on line o dei social network. La search è il servizio più importante di Internet, che oggi è luogo di lavoro, mercato, istruzione e crescita. Il fatto che sia tutto all’estero e in mano a una sola fonte ci interroga tutti”.

Presto quindi istella sostituirà Google all’interno del portale Tiscali, oggi visitato da 14 milioni di utenti unici al mese.

L’idea è buona, bisogna vedere se funzionerà!

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