In quest’articolo: Incredibile ma vero, novità in arrivo alle Poste….Infatti a causa del calo delle lettere consegnate ci sarà una revisione dei costi e del personale….Vediamo dettagli

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[dropcap]P[/dropcap]oste Italiane: Il volume delle lettere consegnate è in calo addirittura del 36% negli ultimi anni, dato che mette a rischio il mantenimento in funzione dei 19 centri di smistamento e 36mila portalettere in servizio permanente. Infatti ultimamente Poste Italiane ha revisionato e potenziato il sistema di spedizioni tale da essere in grado di consegnare una Raccomandata 1 in 24 ore lavorative (alcune zone il tempo di consegna slitta a 48 ore) e 48 ore per una Raccomandata “Ordinaria” (Non so da voi ma io le raccomandate le ricevo in 48 ore 😉 ).

Per incrementare il volume delle consegne Poste Italiane ha deciso di reintrodurre la Posta Ordinaria, modalità di spedizione economica che costerà soltanto 1€ a lettera. Dopo sarà introdotta una posta super-prioritaria dal costo molto più alto, anche 3 euro a missiva, ma non si danno indicazioni sui tempi di transito e servizi offerti.

Magari finalmente sarà trattabile, in modo tale che ne possano usufruire gli e-commerce. Infatti l’attuale prioritaria è a buon prezzo ma non essendo trattabile una parte delle spedizioni viene smarrita, mentre spesso scegliere una raccomandata è troppo dispendiosa specie per gli acquisti di poco valore.

Infine il Postino passerà a giorni alterni specie nei piccoli centri, come si legge nell’articolo di LaStampa:



Il governo con gli emendamenti presentati ieri alla legge di Stabilità ha deciso di assecondare i piani di Caio in vista della privatizzazione del 40% del capitale del gruppo da cui si pensa di ricavare 4-6 miliardi. Come prima cosa si è deciso di restituire alle Poste 535 milioni in esecuzione di una sentenza della Corte europea, ma soprattutto sono stati fissati alcuni paletti in vista della definizione del nuovo contratto di programma che sarà siglato entro marzo. Quanto al punto dolente del servizio universale, ovvero gli obblighi di servizio pubblico che ricadono sulle Poste, messo di fronte al bivio se aumentare i contributi o accettare di introdurre una certa flessibilità della consegna il governo, dopo il vertice di giovedì a palazzo Chigi con Renzi, Padoan e Caio, ha dato semaforo verde alla seconda soluzione.

L’altra novità riguarda le modalità di recapito. Che verrà alleggerito e diventerà più flessibile. In pratica la consegna della posta, che oggi (teoricamente avviene dal lunedì al venerdì) avverrà a giorni alterni sino ad un massimo di quarto del territorio nazionale. E tra le ipotesi si parla anche di graduare la frequenza in base al numero degli abitanti: nei grandi centri verrebbe confermata la possibilità di consegna quotidiana e poi a scalare verrebbe via via diradata man mano che si riduce il bacino di utenza. Mossa non indolore anche dal punto di vista occupazionale, ma le Poste hanno già smentito le stime della Cisl che nelle scorse settimane parlava di 17-20 mila esuberi. I numeri però sono lì a dire che la ristrutturazione è di fatto «inevitabile».