Primi problemi per il BitCoin: Apple, Russia ed altri si oppongono

Sebbene il BitCoin stia ottenendo sempre più successi e a dimostrarlo c’è il fatto che un BitCoin ad oggi vale quasi 1000 euro, c’è sempre qualcuno che cerca di mettere i bastoni tra le ruote al crescere di nuove forme di pagamento. In primis ci sono due colossi, Apple e la nazione Russia, che si sono duramente opposti all’utilizzo di questa moneta virtuale.

Se Apple ha semplicemente comunicato che la criptomoneta BitCoin non sarà possibile utilizzarla come metodo di pagamento sui suoi account e store, mentre la madrepatria Russia l’ha decretata ufficialmente Illegale e quindi ne impedisci il suo utilizzo in qualsiasi forma.

Tutto è cominciato ai primi di febbraio, quando la Apple ha messo in pratica una serie di azioni già annunciate lo scorso anno e ha chiuso una serie di applicazioni per l’e-payment in Bitcoin tramite device in mobilità. Dopo Coinbase e CoinJar, lo stop più clamoroso ha riguardato l’applicazione di Blockchain per iPhone, il wallet più utilizzato dagli americani che consente tramite lo smartphone e la lettura di QR-CODE e con grande semplicità di utilizzare la moneta virtuale per acquistare prodotti sullo store di Cupertino.

Poi c’è la Russia che nel pieno dei giochi invernali di Sochi continua ad essere molto meno amichevole verso le cose nuove dal mondo, persino più della Cina. Se infatti la Cina impedisce alla sua banca centrale conversioni e transazioni in Bitcoin, in Russia è da considersi illegale a tutti gli effetti il possesso dei wallet, cioè il Bitcoin non può essere usato né dalle persone giuridiche né dalle persone fisiche.

Insomma dopo il boom iniziale e l’entusiasmo sul BitCoin il mondo inizia a capire che questa criptomoneta potrebbe causare non pochi problemi alla stabilità di molti governi mondiali.