Grooveshark dovrà pagare un risarcimento per copyright da oltre 700$ di dollari? Multa per Grooveshark, permetteva di scaricare MP3 gratis illegalmente

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Vi ricordate Grooveshark? Si tratta di un sito internet molto diffuso qualche anno fa che permetteva di scaricare gratis Mp3 da internet in modo illegale.

Alle origini del catalogo del servizio di streaming, un passato P2P in cui erano i dipendenti a dover mettere a disposizione la musica senza l’autorizzazione dei detentori dei diritti. L’industria presto presenterà il conto.

Al pari di tanti servizi simili, Grooveshark permetteva agli utenti di cercare e scaricare migliaia di canzoni e brani MP3 da internet in modo completamente gratuito, ma illegale. Il sito, infatti, non aveva i diritti di condividere tutte quelle canzoni e soprattutto non poteva permettere agli utenti di scaricarle gratuitamente.

Nei prossimi mesi Grooveshark dovrà affrontare un pesante processo nel quale verrà stabilito se i gestori del portale sono effettivamente colpevoli o meno di violazione di copyright, ma nel frattempo si fanno le prime ipotesi sulle possibili multe che Grooveshark dovrà pagare nel caso in cui fosse ritenuto colpevole. Le prime stime parlano di un possibile risarcimento da ben 736 milioni di dollari. 

Come anticipato, la causa legale che vede coinvolta Escape Media, società proprietaria di Grooveshark, non è ancora iniziata, ma la minaccia di un risarcimento danni da centinaia di milioni è già concreta. Nelle fasi che anticipano il processo, un giudice ha infatti definito la violazione dei diritti d’autore su 4.907 canzoni “volontaria”, mettendo Grooveshark sotto il rischio di dover pagare la bellezza di 736 milioni di dollari in danni.

Si, avete capito bene: si tratta di una cifra astronomica, che comporterebbe automaticamente la chiusura del sito internet, che attualmente ha cambiato business, è diventato legale e ora permette di ascoltare canzoni Mp3 legalmente in streaming, un pò come fanno Spotify e Deezer. 

Ma torniamo a parlare dei problemi legali di Grooveshark e della possibile multa.

Come anticipato, i fatti incriminati risalgono alle origini dello stesso servizio, quando i due fondatori e altri impiegati inserirono su Grooveshark oltre 150.000 brani musicali in formato MP3 in modo illegale. Lo scopo di questa operazione, ovviamente, era quello di fare conoscere il portale, attirando gli utenti che volevano scaricare MP3 gratis da internet.

La Corte distrettuale di Manhattan, sede presso cui si è consumato uno degli scontri legali con Universal Music Group e sodali, ha analizzato con attenzione l’evoluzione della piattaforma e della gestione messa in atto da Escape Media:

“Invece di attendere di ottenere le licenze prima di lanciare Grooveshark – si legge nella decisione del tribunale – Escape ha deciso di lanciare il suo servizio basandosi su contenuti in violazione del diritto d’autore, con lo scopo di crescere più velocemente e nel tentativo di stipulare accordi di licenza più favorevoli”

In particolare, Escape avrebbe meditato di raccogliere informazioni riguardo alle abitudini e ai gusti dei propri utenti, da usare come merce di scambio con le etichette in una successiva fase di negoziazione, così da rendere meno onerosi i costi delle licenze.

A quanto pare, questa strategia di caricare illegalmente brani MP3 per farli scaricare dagli utenti per far sì che la piattaforma ne guadagnasse in popolarità è stata delineata chiaramente in una mail inviata da Josh Greenberg al proprio staff: in base a questa mail i due soci in affari sono stati ritenuti personalmente responsabili delle violazioni e ora dovranno rispondere per la violazione di copyright su quasi 5000 canzoni (quasi 2.000 delle quali inserite dagli stessi impiegati).

Nel caso in cui il verdetto finale dovesse appunto confermare la volontarietà nel mancato rispetto del copyright da parte di Grooveshark, la società dovrà pagare 150.000 dollari a canzone, per un totale di oltre 700 milioni di dollari.

Ovviamente Escape Media potrà ora produrre la sua linea difensiva per contrastare le accuse, dimostrando di essere in buona fede, ma non sarà sicuramente facile rispondere ad accuse così pesanti. Bisogna comunque dire che il modello di business di Grooveshark è cambiato rispetto all’inizio, ma resta il fatto che nei primi mesi di vita del servizio è stato possibile scaricare illegalmente migliaia di canzoni e brani MP3 coperti da copyright.

Vedremo come evolverà la vicenda, vi terremo aggiornati.

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