Ritorna la penale per il cambio di operatore telefonico. Ecco i dettagli

Pagheremo una penale quando lasceremo un operatore telefonico, fisso e mobile, prima della scadenza contrattuale che può arrivare a 24 mesi.

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Telefonia, con il ddl Concorrenza tornano le penali. Altroconsumo: “Passo indietro rispetto a Bersani”. Nel disegno di legge approvato ieri dal Consiglio dei ministri spunta un articolo che fa preoccupare le associazioni dei consumatori. Norme peggiorate, per i consumatori, rispetto alla bozza.

Nel disegno legge sulla concorrenza che doveva eleminare i costi di recesso sui contratti della telefonia, spunta un comma che reintroduce le penali.

Pessime notizie (tanto per cambiare) arrivano per gli utenti italiani. A quanto pare, infatti, il Governo ha nuovamente introdotto le penali per il cambio operatore telefonico. Ma vediamo i dettagli insieme.

C’è poco da girarci attorno: presto i consumatori potranno essere costretti a pagare una penale quando decideranno di disdire un abbonamento legato ad un’offerta ditelefonia fissa o mobile prima della scadenza naturale del contratto.

Sembra incredibile, ma è tutto vero! Il recente Ddl sulla concorrenza, approvato lo scorso weekend dal Consiglio dei Ministri, originariamente doveva addirittura prevedere l’eliminazione definitiva dei costi di recesso e la riduzione a dodici mesi della durata massima dei contratti, ma alla fine ha avuto un effetto contrario e pesantemente negativo sui consumatori. All’interno del comma 3-ter dell’articolo 16, infatti, è stata introdotta una voce che rovescia la situazione.

Ecco cosa si legge nel comma di legge:

L’eventuale penale deve essere equa e proporzionata al valore del contratto e alla durata residua della promozione offerta.

Questa modifica di fatto va a legittimare un’eventuale penale legata al cambio di operatore telefonico. E’ una cosa assurda, soprattutto se pensiamo che dal 2006 questa pratica era stata vietata a seguito dell’approvazione del Decreto Bersani.

Attualmente, infatti, gli operatori fanno solamente pagare un costo di disattivazione ai consumatori, ma con l’introduzione di questo nuovo comma i costi di disattivazione sarebbero svincolati da quelli di un eventuale recesso anticipato.

Il risultato? Semplice: noi consumatori, come sempre, dovremo pagare di tasca nostra per decisioni prese da persone al Governo che non ci rappresentano, ma fanno solo i propri interessi.

In sostanza, infatti, il rischio è quello che i consumatori siano costretti a subire dei contratti blindati sino a 24 mesi. In caso di recesso anticipato, oltre ai costi standard di disattivazione, dovremo pagare anche salate penali. Sembra veramente assurdo, ma ormai non mi stupisco più di niente in questa Italia.

E meno male che questo decreto di legge doveva incentivare la concorrenza!

Per fortuna le associazione dei consumatori non hanno preso bene questa novità ed in particolare Altroconsumo ha già annunciato battaglia in Parlamento per cambiare rapidamente queste norme. Ma gli operatori nei giorni scorsi hanno fatto battaglia contro queste ipotesi. E a quanto pare hanno ribaltato in extremis il risultato, a proprio favore.

Ricordiamo comuqnue che, trattandosi di disegno di legge, le novità non saranno rese esecutive se non dopo i passaggi parlamentari e l’eventuale approvazione finale: speriamo solo che in questo lasso di tempo le cose cambino e questa proposta NON venga approvata.

Vi aggiorneremo comunque.

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  • L G

    Troppo bello per essere vero.
    L’Italia di sempre…