TripAdvisor, multa dall’Antitrust per 500.000 euro. Scopriamo cosa è successo e perchè è arrivata questa maxi multa

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L’Antitrust multa TripAdvisor: “Informazioni ingannevoli”. Cosa è successo? Recensioni finte su TripAdvisor: arriva la multa in Italia.

TripAdvisor viene multato in Italia per 500mila euro. Il motivo? Le recensioni fasulle presenti sul celebre sito di prenotazioni e recensioni alberghiere.

Che su TripAdvisor ci siano tantissime recensioni false è cosa nota. Ci sono addirittura “agenzie di marketing” che offrono il servizio di recensioni finte su TripAdvisor: se la vostra struttura alberghiera/ristorante ha poche prenotazioni o molte recensioni negative, queste agenzie si offrono, dietro compenso, di pubblicare tante recensioni interessanti e “ben fatte” per attirare nuovi potenziali clienti.

Ovviamente TripAdvisor prova in tutti i modi a limitare questo fenomeno, ma non è un’operazione semplice, soprattutto perchè chi per mestiere pubblica recensioni finte ormai si è attrezzato al meglio per non essere scoperto da TripAdvisor.

Le azioni di TripAdvisor per limitare e bloccare le finte recensioni, però, non sono bastate per tutelare il celebre portale da questa maxi multa, giunta in seguito alla segnalazione dell’Unione Nazionale Consumatori, di Federalberghi e di alcuni singoli gestori di locali.

Dopo la segnalazione, infatti, è stata avviata un’indagine dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) che ha emesso una multa da 500mila euro nei confronti di TripAdvisor proprio a causa di queste finte recensioni presenti sul portale.

L’indagine dell’Antitrust era partita nel mese di maggio 2014, in seguito a una serie di segnalazioni inviate sia dai consumatori che dalle relative associazioni, insieme a Federalberghi. Secondo quanto stabilità oggi, il Garante ha accertato la scorrettezza della pratica commerciale a partire da settembre 2011.

L’Antitrust, al termine dell’indagine, ha multato TripAdvisor poiché nel pubblicizzare la propria attività, “enfatizza il carattere autentico e genuino delle recensioni, inducendo i consumatori a ritenere che le informazioni siano sempre attendibili, espressione di reali esperienze turistiche”.

Per l’antistrust infatti il noto portale non verifica in modo opportuno l’autenticità e la correttezza dei commenti e delle recensioni postate dagli utenti, mentre il sito internet promuove il servizio parlando di commenti autentici e veritieri.

Per completezza, sul sito ufficiale dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) è stato pubblicato un documento di 29 pagine in cui vengono spiegati nel dettaglio tutti i motivi che hanno spinto l’antitrust a multare TripAdvisor. Il problema, come anticipato, è soprattutto legato ai messaggi pubblicitari usati dall’azienda per promuovere il servizio.

L’AGCM, a seguito di alcune verifiche, ha anche evidenziato che in diversi casi il portale non risulta attendibile, con centinaia di recensioni fasulle, scritte spesso da persone che non hanno mai visitato il locale in oggetto, con recensioni e voti inseriti con il solo scopo di far apparire un determinato locale più in alto nelle classifiche o per far scendere i locali competitor dalle prime posizioni delle classifiche. Insomma, su TripAdvisor ci sono tante recensioni false, ma questa non è una novità.

E’ comunque importante notare che finalmente qualcuno se ne è accorto e l’organo competente ha agito per tutelare i consumatori e gli esercenti, danneggiati ingiustamente dalle recensioni negative fasulle scritte dai concorrenti.

In tutto questo, comunque, TripAdvisor risponde alle accuse affermando che i controlli automatici e manuali ci sono, ma è impossibile (ovviamente) controllare ogni singolo voto e recensione inserita all’interno del servizio:

“Non eseguiamo controlli sui fatti riportati nelle recensioni. Con oltre 100 milioni di recensioni e oltre 1,5 milioni di hotel, ristoranti e attrazioni, sarebbe impossibile per noi verificare ogni singolo dettaglio. Riteniamo che l’elevato numero di recensioni (ne pubblichiamo in media 60 al minuto) consenta ai viaggiatori di individuare le tendenze e di stabilire se una struttura è adatta alle proprie esigenze”.

Adesso, entro 90 giorni sia la divisione italiana che quella globale di TripAdvisor dovranno comunicare all’Antitrust le iniziative messe in atto per ottemperare al divieto di ulteriore diffusione e continuazione della pratica commerciale scorretta, mentre la multa dovrà essere pagata entro 30 giorni dalla notifica del provvedimento.

TripAdvisor definisce la decisione “non ragionevole” e ha dichiarato che farà ricorso in appello confidando di ottenere un risultato differente.

Vedremo come evolverà la vicenda, ma TripAdvisor deve seriamente inventarsi qualcosa di nuovo per evitare questa valanga di recensioni finte scritte sul suo portale.

Voi avete mai scovato qualche recensione palesemente finta su TripAdvisor?

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