uberPOP, il Tribunale di Milano blocca il sevizio in tutta Italia. Uber-pop bloccata in Italia, il Tribunale di Milano dà ragione ai tassisti

uberPOP bloccato in Italia: non sarà più possibile usufruire del servizio. Il Tribunale di Milano blocca “Uber pop” in Italia

uberPOP-Milano

La decisione è arrivata oggi dopo il ricorso d’urgenza presentato dalle associazioni dei tassisti: da oggi il servizio uberPOP (alternativa economica al taxi) è stato bloccato in Italia. Ecco i dettagli.

Come anticipato, ci sono ancora problemi per Uber nel nostro Paese. Proprio poche ore fa, dopo le numerose proteste dei tassisti, il Tribunale di Milano ha disposto il blocco di uberPOP su tutto il territorio nazionale con inibizione della prestazione del servizio.

La decisione è stata presa dopo il ricorso d’urgenza presentato dalle associazioni dei tassisti, convinti che il servizio offerto da Uber fosse a tutti gli effetti concorrenza sleale. Io non sono d’accordo sinceramente con questa decisione, ma a quanto pare la decisione è definitiva. Vedremo se le cose cambieranno in futuro.

Ma vediamo ulteriori dettagli sulla vicenda.

E’ importante sottolineare prima di tutto che la sentenza riguarda solo ed esclusivamente uberPOP, la soluzione che permette a chiunque sia in possesso di una patente di guida, di un’automobile di proprietà e abbia una fedina penale pulita di mettere in condivisione il proprio mezzo e dividere il viaggio con chi ne ha bisogno. Un vero e proprio servizio di ride sharing, come lo definisce Uber, una sorta di alternativa a Bla Bla Car a mio avviso (servizio che invece è legale in Italia).

‘Sigilli digitali’ per l’applicazione e il divieto di prestazioni nell’intero territorio nazionale, di fatto un blocco che dovrà essere formalizzato anche da Uber sul sito ufficiale per 30 giorni e ulteriori adeguamenti da portare avanti entro 15 giorni. Altrimenti bisognerà pagare le penali. Una vittoria a tutto tondo per i tassisti milanesi che hanno presentato regolare ricorso al Tribunale civile dopo le proteste dei mesi scorsi.

Stando alla sentenza, infatti, l’attività svolta da Uber attraverso Uber-pop è «interferente con il servizio taxi organizzato dalle società, svolto dai titolari di licenze». La richiesta «di trasporto trasmessa dall’utente mediante l’app Uber-pop oltre ad essere modalità tecnica già utilizzata dalle cooperative di tassisti appare di fatto del tutto assimilabile al servizio di radio taxi». La «mancanza di titoli autorizzativi» da parte degli autisti Uber-pop, come invece prevedono le leggi sui servizi di trasporto, comporta «un effettivo vantaggio concorrenziale» per il gruppo Uber e uno «sviamento di clientela indebito», spiega il magistrato. E aggiunge anche che, senza i «costi inerenti al servizio taxi», gli autisti Uber-Pop possono applicare «tariffe sensibilmente minori rispetto a quelle del servizio pubblico» . Tra le ragioni che hanno portato il giudice di Milano a disporre in via cautelare ed urgente la sospensione di Uber-Pop ci sono anche «gli effetti pregiudizievoli nel settore» taxi accentuati «per effetto del previsto consistente numero di visitatori della manifestazione Expo 2015».

Dunque, cosa succederà ora? uberPOP verrà oscurato con effetto immediato, ma l’azienda di San Francisco avrà la possibilità di impugnare rapidamente la sentenza e tentare di ribaltarla. I tassisti, intanto, esultano per il risultato raggiunto.

Vedremo come evolverà la vicenda, sicuramente non si chiuderà così facilmente.

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