Vodafone confessione Shock “Alcuni governi spiano gli utenti”: Quali governi spiano e Download PDF documento Vodafone

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Finalmente anche i grossi della telefonia iniziano a vuotare il sacco. Vodafone fa da apripista al grandissimo problema della privacy. Scoppiato con il Datagate di circa un anno fa con le scottanti rivelazioni di Edward Snowden, ex-dipendente CIA che svelò i programmi USA per il monitoraggio di tutte le comunicazioni trasmesse tramite rete telefonica e Internet, ora Vodafone ammette che alcuni governi spiano i propri utenti tramite un’infrastruttura di cavi dove è possibile monitorare ogni comunicazione dell’operatore rosso.

Vodafone fa riferimento all’esistenza di un network di cavi che permette ad agenzie di sorveglianza di alcuni governi di ascoltare le conversazioni e, in certi casi, di identificarne la posizione. Con questo sistema, utilizzato in molti dei Paesi dell’Unione Europea e in altri in cui l’azienda opera dove in almeno 6 nazioni vi è un vincolo di accesso diretto alle comunicazioni. Infatti Vodafone ha svelato attraverso un comunicato disponibile al download in PDF dal link al fondo dell’articolo, che le agenzie governative di alcuni Paesi in cui opera hanno l’accesso diretto alla sua rete con la possibilità di ascoltare le telefonate senza bisogno di alcuna autorizzazione, bypassando tutti i controlli che l’operatore porrebbe in atto per proteggere le informazioni dei propri clienti.

Anche se i paesi non sono stati menzionati, Vodafone opera in 29 paesi a livello mondiale e “solo un piccolo numero” di questi paesi hanno accesso alle loro infrastrutture.

Vodafone è solo la prima grande azienda a rivelare queste clamorose notizie anche se noi siamo sicuri che prossimamente molte altre si faranno avanti. Questo perchè Vodafone ha sottolineato come le agenzie governative interessate erano collegate direttamente non solo alla propria rete ma anche a quella di altri operatori e questo permetteva loro non solo di ascoltare ma anche di registrare le conversazioni degli utenti arrivando in alcuni casi ad individuare la loro posizione.

Insomma queste sono rivelazioni che hanno fatto tremare i polsi agli attivisti che lottano per la protezione della privacy che hanno sottolineato come lo scenario descritto da Vodafone sia un vero e proprio “incubo” ma che comunque va solo a confermare i loro peggiori sospetti.

Anche se non sappiamo tutti i paesi in cui questa “tecnica” è utilizzata, abbiamo una piccola tabella che riassume quelli dichiarati tra cui spicca anche l’Italia dove il primato spetta però a Malta con quasi 3800 richieste di intercettazione su una popolazione totale di appena 420 mila abitanti.

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