Chi si ricorda di Napster? Beh sicuramente i nati negli anni 80 lo ricorderanno come la prima piattaforma di peer-to-peer per scaricare musica in maniera gratuita ed illegale ma da circa un decennio, dopo varie vicissitudini sta rinascendo sotto un’anima perfettamente legale.

Infatti ora Napster è una piattaforma di streaming musicale a livello globale rinominando anche in Europa Rhapsody che diventa Napster.

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Infatti proprio Rhapsody, che ha acquisito sia il brand che il logo nel 2011 ha rinominato il proprio servizio proprio in Napster in tutto il mondo cavalcando l’onda dell’arcinoto servizio musicale e che sbarca anche dalle nostre parti.

I prezzi restano invariati per l’abbonamento mensile, 9,99 dollari negli Stati Uniti e 9,99 euro in Europa ma che non cambia la sostanza come le playlist, brani disponibili, album e gli artisti, cambia solo il marchio per unificare anche il marchio in tutto il mondo.

La storia di Napster nata nel giugno 1999 per mano degli sviluppatori Shawn Fanning, John Fanning e Sean Parker, che in soli due anni si è diffuso a macchia d’olio nel mondo e che permetteva di scaricare milioni di brani MP3 senza pagare e che dopo cause e contro cause ha cessato la sua attività ed ora che è passata di mano in mano, prima con l’acquisizione da parte di Best Buy e poi nelle mani di Rhapsody che vuole rilanciare il brand proprio nel mercato che lo ha reso famoso, la musica.

Spotify e Deezer sono avvisati, ora hanno un temibile avversario.