Addio alla Tassa di concessione governativa sul mobile? Forse si

Se avete un piano tariffario in abbonamento sicuramente pagherete la Tassa di concessione governativa. Forse a breve però non la pagherete più

E’ nientemeno l’Agenzia delle Entrate, nella persona della direttrice Rossella Orlandi, a suggerire l’eliminazione della tassa di concessione governativa sugli abbonamenti telefonici. Sarebbe una vera e proprio rivoluzione nel mondo della telefonia poichè equiparerebbe gli abbonamenti alle ricaricabili come costi al netto e dunque si incentiverebbe l’adozione di abbonamenti ancor più conveniente.

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Ecco il commento di Rossella Orlandi intervistata da “La Repubblica”:

Partirei eliminando una serie di tasse minori ormai desuete, come quella di concessione governativa sugli abbonamenti telefonici (sostituiti ormai dalle carte prepagate), tassa per noi complicatissima da gestire. E sostituirei il mancato gettito con un minimo aumento di altre imposte. Metterei mano anche all’imposta di registro, rimasta ancora agli anni ’70. Insomma, una riduzione delle detrazioni e deduzioni in modo da abbassare il numero di aliquote ma “dipende da come si applica e con quali scaglioni.

Il tutto per ridurre l’evasione fiscale a tutto tondo come i casi di Amazon, Airbnb e Google che permetterebbe dunque direttamente al fornitore di versare l’IVA e le imposte.

Nel caso specifico i costi della tassa di concessione governativa sarà versata dal fornitore del servizio di abbonamento direttamente allo stato, senza il passaggio al cliente finale oppure verrà abolita definitivamente poichè di una legge vecchia e non più attuale.

Voi che ne pensate? Speriamo la facciano finita con questa tassa assurda ed inutile poichè ormai il telefono non è un lusso ma una necessità, sopratutto per i professionisti.

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