Dopo la rottura delle trattative tra Vivendi e Mediaset per l’acquisto di un miliardo in azioni della compagnia di Cologno, si è assistito a una rapida scalata della società francese nel capitale Mediaset.

Tale movimento ha suscitato diversi sospetti che hanno poi portato all’apertura delle indagini da parte del pubblico ministero di Milano. Attualmente Mediaset e Fininvest richiedono un risarcimento danni da parte di Vivendi per un ammontare complessivo che supera i 2 miliardi di euro con prima udienza fissata il 21 marzo.

A questo si aggiunge l’atteso verdetto dell’Agcom (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni) riguardo la possibile violazione dei limiti di partecipazione alle quote di mercato di media e telecomunicazione da parte di un unico operatore.

Alla luce dell’incresciosa situazione, la società francese sembra cercare un nuovo accordo con Mediaset evitando il problematico passaggio per udienze di tribunali.

Il primo possibile passo sarebbe una cessione parziale delle quote rastrellate da Vivendi a seguito del crollo azionario di Mediaset, scaturito proprio dalla blocco dell’accordo inizialmente intavolato.

A questo dovrebbe corrispondere l’acquisto di azioni Telecom da parte di Fininvest, con le due società che quindi vanno a scambiarsi parte delle proprie quote. In questa serie di movimenti azionari dovrebbe rientrare anche il servizio Mediaset Premium, che stando a quanto conferma disdette360.it prosegue la sua emorragia di utenti, e che già era stato al centro dell’accordo poi interrotto per disdetta da parte di Vivendi e che ha dato origine alla delicata situazione attuale.

Oltre all’intesa dal punto di vista azionistico ed economico, l’accordo tra Vivendi e Mediaset andrebbe a toccare anche l’ambito amministrativo: Vivendi potrebbe ricevere due posti all’interno del consiglio di amministrazione di Mediaset e, viceversa, Fininvest si vedrebbe assegnare due posti all’interno del consiglio di amministrazione Tim.

Nonostante questo scenario pronosticabile con un azione sia sul piano economico che amministrativo, la situazione resta comunque interamente da definire, con le parti in gioco ancora non chiaramente schierate e con Vivendi che sembra manifestare più di un dubbio riguardo la risoluzione della questione, con particolare attenzione per quanto riguarda il destino riservato al servizio pay per view Premium che ancora una volta rientra in gioco tra i nodi delle trattative.

Alla luce dei movimenti azionari ed amministrativi prospettati, sembra invece esserci consenso generale sul fatto che l’accordo produrrebbe una forte diminuzione dell’appeal speculativo, con Vivendi portata a rinunciare ad una politica economica aggressiva ed una maggiore tutela del valore di mercato dei titoli Mediaset.

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