Compenso sulla riproduzione privata: aumento dell’imposta per smartphone e tablet

Tasse, tasse, tasse e ancora tasse. Ecco l’unica cosa certa che ci aspetta in futuro.

Come era stato ampiamente previsto negli scorsi mesi, il Governo Italiano ha appena approvato la nuova riforma che, tanto per cambiare, mira a scucire soldi dalle nostre tasche. Prima o poi rimarremo tutti senza soldi e allora sarò proprio curioso di sapere da dove il governo prenderà i soldi, visto che ce li avrà tolti tutti.

Ma tralasciamo le considerazioni personali e andiamo alla notizia, che è diventata ufficiale solo oggi, ma che in realtà era nell’aria ormai da parecchi mesi.

Il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, dopo un’approfondita istruttoria e un confronto che ha visto coinvolte tutte le categorie interessate, ha firmato il decreto ministeriale che aggiorna per il prossimo triennio il compenso per la riproduzione privata di fonogrammi e di videogrammi previsto dalla legge sul diritto d’autore. In sostanza, da oggi pagheremo di più tutti i nostri dispositivi elettronici dotati di memoria interna: chiavette USB, dischi fissi, computer, smartphone, tablet, DVD e tutto ciò che permette di archiviare al suo interno qualcosa di digitale.

Già da diversi mesi si parla di una revisione delle imposte relative al compenso per la riproduzione privata di fonogrammi e videogrammi, già previsto dall’attuale normativa sul diritto d’autore. Dopo mesi di discussione (ed anche il cambio di un Ministro), è stato firmato il decreto che attuerà l’aggiornamento delle tariffe per i prossimi tre anni, ad opera del Ministro dei Beni e delle attività culturali, Dario Franceschini. Questo significa anche che probabilmente tra 3 anni queste tasse saranno nuovamente aumentate! Ma per ora analizziamo le tariffe che saranno in vigore da domani. Pur non disponendo ancora della tabella con tutti i dati, sono comunque già trapelate sufficienti informazioni per stilare un quadro preliminare.

Gli aumenti riguardano soprattutto smartphone e tablet, che sono i prodotti attualmente più venduti nel nostro Paese. In percentuale il rincaro è assolutamente importante: le precedenti tariffe stabilivano un compenso di 0,90 Euro per gli smartphone e 1,90 Euro per i tablet. Il nuovo decreto, invece, stabilisce un sistema di tariffe modulari, con entità variabile a seconda del quantitativo di memoria installato.

Si parte da un minimo di 3 Euro per dispositivi fino a 8GB di memoria, arrivando fino ai 4,80 Euro per quantitativi oltre i 32GB. Uno srmartphone o tabelle da 16GB, taglio molto comune, sarà assoggettato ad un’imposta di 4 Euro. Per i computer si parla di 5,20 Euro, per memory card da 4GB di 0,36 Euro, per chiavette USB da 4GB di 0,40 Euro. Molto bassi i compensi per CD e DVD, rispettivamente 0,10 e 0,20 Euro (per i singolo strato): anche qui la motivazione è semplice e legata all’uso, o forse sarebbe meglio dire disuso, dato che si tratta di tipologie ormai sempre meno utilizzate.

Viene comunque sottolineato che le nuove tariffe italiane, pur decisamente rincarate, siano inferiori, rispetto a quelle in vigore presso altri Paesi europei: in Francia, ad esempio, uno smartphone da 16GB paga un’imposta pari a 8 Euro, mentre in Germania si sale addirittura a 36 Euro.

Dubitiamo, però, che questo basterà a placare il malcontento.

In tutto questo, poi, il ministero sottolinea come non vi sia alcun incremento dei prezzi a carico degli utenti, anche se è facile prevedere che almeno una parte degli aumenti verrà scaricata dai produttori verso i consumatori.

Il Ministro ha istituito un tavolo tecnico per monitorare l’evoluzione e le tendenze del mercato, in modo da ottenere, entro 12 mesi, un quadro dell’applicazione delle nuove tariffe.

Critiche sono già pervenute da parte di Confindustria:

Un provvedimento ingiustificato che non riflette il comportamento dei consumatori e l’evoluzione delle tecnologie, non in linea con lo sforzo che il Paese deve compiere per sostenere l’innovazione digitale.

Ben diverse, invece, le affermazioni di Franceschini e Gino Paoli:

“Il Ministro Franceschini e il Presidente della Siae, Gino Paoli”, si legge in una nota del Mibact, “hanno convenuto di impegnarsi, per la parte incrementale di gettito delle nuove tariffe, affinché tutte le categorie di titolari dei diritti di copia privata impieghino una quota di tali somme alla promozione di giovani autori e artisti e di opere prime”.

“Con questo intervento – ha commentato Franceschini – si garantisce il diritto degli autori e degli artisti alla giusta remunerazione delle loro attività creative, senza gravare sui consumatori. Parlare di tassa sui telefonini è capzioso e strumentale: il decreto non introduce alcuna nuova tassa ma si limita a rimodulare ed aggiornare le tariffe che i produttori di dispositivi tecnologici dovranno corrispondere (a titolo di indennizzo forfettario sui nuovi prodotti) agli autori e agli artisti per la concessione della riproduzione ad uso personale di opere musicali e audiovisive scaricate dal web. Un meccanismo esistente dal 2009 che doveva essere aggiornato per legge”.

“Il decreto non prevede alcun incremento automatico dei prezzi di vendita”, aggiunge Franceschini. “Peraltro, com’è noto, in larga parte gli smartphone e tablet sono venduti a prezzo fisso. Ho applicato doverosamente una norma di legge vigente. E’ dal 2012 che le tabelle sull’equo compenso attendevano di essere aggiornate. E ho anche ricostituito il tavolo tecnico che dovrà monitorare l’evoluzione e le tendenze del mercato e che, entro 12 mesi, verificherà lo stato di applicazione di questo provvedimento. Governo e parlamento dovranno adesso riflettere sulla necessità di adeguare la norma di legge ai cambiamenti tecnologici e di mercato, in parte già avvenuti e in parte prevedibili”.

Io preferisco astenermi da ogni ulteriore commento, sarei ripetitivo e scontato. Sono però curioso di conoscere la vostra opinione in merito. 

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  • umberto

    queste tasse legalizzano la pirateria.. se metti una tassa dello stato su qualcosa la rendi automaticamente legale

    • Max

      Tasse…. tasse… ma non si guardano allo specchio e fanno una riflessione ogni tanto? Con tutti si soldi che buttano, vengono ad attingere dove sicuramente li trovano…. tutte scuse quelle di favorire i nuovi artisti ecc… ecc… BUFFONI!!

  • Sarah

    Volevate la sinistra??? Godetevelà! Ahimé godiamocela!