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Internet delle Cose, conosciuto in gergo con IoT. Internet of Things è un termine che vedremo spesso nel nostro futuro tecnologico e che è letteralmente Internet degli oggetti, delle cose, si perché ormai anche gli oggetti hanno una connessione ad Internet.

Facciamo un esempio pratico. Il nuovissimo e fiammante Frigorifero integra alcune funzioni che permettono di ricevere sul nostro smartphone la notifica che il latte sta per finire, oppure che dobbiamo comprare le uova. Tutto questo è possibile grazie all’IoT.

IoT, acronimo dell’inglese Internet of Things, è stato introdotto da Kevin Ashton, co-fondatore e direttore di Auto-ID Center durante una presentazione presso Procter & Gamble nel 1999, e da allora l’IoT ha fatto strada con l’integrazione in numerosi dispositivi che oggi utilizziamo e che utilizzeremo in un futuro non troppo lontano.

L’IoT permetterà l’integrazione di Internet in ogni oggetto grazie all’evoluzione della rete Internet che si sta già adattando alle nuove esigenze della tecnologia. Infatti tra i nuovi standard che permetteranno all’IoT di espandersi troviamo l’IEEE 802.15.4 e l’IEEE 802.15.4e che permetteranno di incrementare non solo l’affidabilità dei collegamenti radio ma anche l’efficienza energetica, grazie all’adozione del meccanismo di accesso al dispositivo Time Slotted Channel Hopping.

Secondo un recente studio di Gartner, nel 2020 ci saranno 26 miliardi di oggetti connessi a livello globale mentre altri studi addirittura parlano di 100 miliardi. La cosa è certa che l’adozione di nuove tecnologie, tra cui IPv6, permetterà anche di ottenere un indirizzo IP per tutti questi dispositivi. L’IoT permetterà di interagire con gli oggetti sia da smartphone che in modo automatico, magari accendendo il riscaldamento dallo smartphone, avviare la lavatrice e molto altro.