Facebook è il social network più diffuso al mondo e tutti pubblicano foto sui loro profili attivi che si stima siano circa 1.4 miliardi di utenti attivi che utilizzano la piattaforma creata da Mark per comunicare e condividere contenuti direttamente online con amici e familiari.

Proprio la diffusione e la dipendenza del social network blu ha allertato tutte le aziende che hanno bloccato l’accesso a Facebook ma alcune lo lasciano di libero accesso per permettere agli utenti di svagarsi nei momenti di pausa. Però tutti i lavoratori dovranno ricredersi dall’utilizzo massiccio di Facebook ed analizzare quello che pubblicano poichè secondo una sentenza recente della Corte di Cassazione ha chiarito che la diffamazione anche via Facebook può portare anche ad una pena fino a tre anni di carcere ma la cosa ancor più brutta è che i datori di lavoro, in caso di necessità, possono spiare i propri dipendenti su Facebook.

La sentenza ha fatto molto discutere, da quando, un paio di giorni fa, è stata emessa nel caso di un operaio abruzzese che ha presentato un ricorso dopo essere stato licenziato per giusta causa dall’azienda per cui lavorava accusato di aver chattato su Facebook durante l’orario di lavoro.

E voi usate Facebook a lavoro?