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Siamo il paese delle 100.000 leggi di cui molte, passatemi il termine, ad capocchiam, ma questa le batte tutti. Dovete sapere che c’è un disegno di legge in discussione al Senato, già approvato alla Camera, che prevede una regolamentazione della chiusure dei negozi in Italia.

Voi direte cosa c’è di strano perchè in Italia c’è l’obbligo di chiusura nelle 12 festività nazionali, cioè Capodanno, Epifania, Pasqua, Pasquetta, anniversario della Liberazione, Primo maggio, festa della Repubblica, Ferragosto, Ognissanti, Immacolata Concezione, Natale e Santo Stefano anche se a discrezione dei negozi, per metà di queste festività è possibile scegliere altri giorni di chiusura.

Se questo è normale, nel Ddl presentato non si escludono i portali di e-commerce che hanno sede in Italia e dunque anche i negozi online dovranno restare chiusi proprio come i negozi fisici.

Dunque secondo questo Ddl i siti di e-commerce dovrebbero chiudere i battenti per 12 giorni all’anno. Questo sicuramente per colpire la categoria di chi ha puntato tutto sul web e che proprio negli ultimi anni stanno conquistando sempre di più la fiducia degli Italiani che si affidano al web per acquistare i propri beni a dimostrazione c’è un incremento del 18% del fatturato con oltre 3 miliardi di euro e con tutte le categorie come informatica (+26%), abbigliamento (+23%), editoria (+21%), cibo (+22%) e turismo (+9%) che segnano forti incrementi.

Dunque noi non capiamo il significato di questo Ddl di Confcommercio e Confesercenti che però ha visto alcune perplessità di Federdistribuzione, Confimprese e dell’Autorità Antitrust che hanno visto questo ddl come “un passo indietro nel già difficoltoso processo di liberalizzazione e di ammodernamento del settore“. Speriamo che almeno in Senato queste sviste saranno corrette altrimenti siamo proprio alla frutta in Italia.