Ormai il WiFi è la tecnologia principale per la trasmissione dei dati ma è ancora lontana dall’essere pienamente ottimizzata sia per gli utilizzi domestici che quelli a lungo raggio ed ovviamente gli esperti di tutto il mondo stanno lavorando per migliorare questa tecnologia. Il CES 2016 di Las Vegas che si è tenuto nei giorni scorsi, ha visto l’introduzione su di uno smartphone, il LeTV Max Pro della tecnologia 802.11af che è un nuovo standard ottimizzato per gli ambienti interni.

Dunque per fare chiarezza sui diversi standard che attualmente sono in commercio abbiamo deciso di scrivere un articolo per spiegarlo meglio. Iniziamo indicando che il numero, 802.11, indica appunto la connessione WiFi (il Bluetooth è 820.15) e e i numeri e le lettere dopo indicano gli standard che sono in continua evoluzione. Il numeretto indica la velocità mentre la la lettera dopo la sbarretta (a/b/g/n/ac ecc) indica lo standard.

Lo standard senza lettera e con la a hanno avuto vita breve mentre la b è stata largamente utilizzata fino a pochi anni fa e che assicurava una velocità di 11 mbps e banda 2.4 GHz ma nel corso degli ultimi anni l’evoluzione è stata rapida fino ad arrivare al WiFi 802.11 g che assicura velocità fino a 54 mbps sempre con banda a 2.4 GHz. Dunque si rese necessario utilizzare nuove frequenze per “spingere” la velocità e lo standard n è il primo ad usare la banda dei 5 GHz che fa volare la velocità fino a 150 megabit di velocità di trasmissione.

Finalmente arriviamo ai giorni d’oggi con il WiFi 802.11 ac che sfrutta solo la banda da 5GHz e che si avvicina al Gigabit (ben 800 mbps). L’evoluzione è veloce negli ultimi anni con lo standard ad che raggiunge velocità fino a 7 Gbps ma la frequenza (60Ghz) non permette di attraversare i muri e dunque ecco che nasce lo standard af che è appositamente studiato per gli interni.

Ecco la descrizione dei vari standard wifi:

  • 802.11 – Lo standard originale 2 Mb/s, frequenza 2,4 GHz
  • 802.11a– 54  Mb/s, 5 GHz standard (Del 1999 ed approvato nel 2001)
  • 802.11b – Aggiunto il supporto di 5,5 e 11 Mb/s (1999)
  • 802.11d – Adattamento a contesti regolatori in base alla nazione in cui è installato il sistema
  • 802.11e – Miglioramento nella Gestione della qualità del servizio.
  • 802.11f – Inter-Access Point Protocol (IAPP)
  • 802.11g – 54  Mb/s, 2,4 GHz standard (compatibile con il 802.11b) (2003)
  • 802.11h – 5 GHz spectrum, Dynamic Channel/Frequency Selection (DCS/DFS) e Transmit Power Control (TPC) per compatibilità con l’Europa
  • 802.11i – Miglioramento della sicurezza (25 Giugno 2004)
  • 802.11j – Estensione per il Giappone
  • 802.11k – Misurazione delle sorgenti radio
  • 802.11n – Aumento della banda disponibile
  • 802.11p – WAVE – Wireless Ability in Vehicular Environments (gestione per autoveicoli, ambulanze ecc.)
  • 802.11r – Roaming rapido
  • 802.11s – Gestione della tipologia della rete
  • 802.11T – Gestione e Test
  • 802.11u – Connessione con reti non 802, come le reti cellulari.
  • 802.11v – Gestione delle reti wireless
  • 802.11ac – Opera con sotto la frequenza dei 6GHz e fornisce velocità di almeno 1 Gbps con il funzionamento multi-stazione e 500 Mbps su un unico collegamento. Chiamato Gigabit Wi-Fi.
  • 802.11ad – Opera fino alla frequenza di 60GHz.
  • 802.11af – Adatto per gli ambienti interni. Chiamato White-Fi.
  • 802.11ah – Wi-Fi con frequenza sotto 1GHz per fornire comunicazioni a lungo raggio per aumentare il supporto all’Internet of Everything.

    WiFi distances compared

Infine c’è il nuovissimo standard ah che consentirà al Wifi di arrivare fino ad 1km di distanza anche se a velocità ridotte sfruttando le frequenze televisive.