Frammentazione Android: Jelly Bean ha raggiunto in passato il 50% e poi il buio

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Frammentazione Android: Jelly Bean, nel 2014, ha raggiunto in passato il 50% dal 2014 ad oggi con una divisione delle versioni di Android sempre più omogenea

Dopo Android Jelly Bean che ha toccato il 50% le successive tutte sotto il 40% dopo il 2014

In oltre 10 anni dal lanci della prima versione di Android, la 1.1 con nome in codice Petit Four, che è poi diventata la prima distribuzione Android distribuita al grande pubblico, la versione 1.5 Cupcake, e da allora è stata fatta molta strada con Android 8 Oreo che inizia a farsi strada.

Purtroppo però a distanza di oltre 10 anni dalla prima versione di Android dovete sapere che dopo Jelly Bean, nessuna distribuzione ha raggiunto una percentuale di penetrazione nel mercato superiore al 50% e ad oggi nessun altra ha saputo ripetere la prestazione.

Dopo la versione 1.x di prova, il primo grande aggiornamento viene con Android 2.x che con la versione 2.0 e 2.1 Eclair e la 2.2 Froyo distribuite nel 2010 che hanno raggiunto una quota di quasi il 70% mentre nel 2012 è stato il turno di Android 2.3 Gingerbread che ha fatto segnare un bel 60% abbondante.

Poi appunto Honeycomb, forse la versione di Android (la 3.0) più sfortunata ed Android 4.0 Ice Cream Sandwich con ottime percentuali ma con Android 4.1 Jelly Bean vero best seller del periodo che però ad oggi rimane l’ultima versione di Android ad aver raggiunto una percentuale del 50%.

Poi dal 2014 ad oggi abbiamo visto Android 5.0 (e 5.1) Lollipop, Android 6.0 Marshmallow, Android 7.0 (e 7.1) Nougat ed infine Android 8.0 (e 8.1) Oreo che però sono rimaste ferme al palo con appena il 40% di percentuale toccata come picco massimo.

Anche se è stato avviato il Project Treble, non sembra abbia sortito l’effetto sperato visto che Oreo, a quasi 8 mesi da rilascio è ancora vicino all’1%.

Sicuramente un’ottima analisi che vede ancora come Android sia un sistema diffusissimo e con migliaia di modelli di smartphone disponibili e milioni di dispositivi venduti sia difficile eliminare la frammentazione, ma ormai è chiaro che in 3-4 anni c’è il ricambio naturali delle distribuzioni visto che il ciclo di vita di uno smartphone si aggira in media ogni due anni con conseguente cambio di telefono con versione di Android aggiornata.

Peccato che molti produttori si dimentichino di alcuni loro dispositivi e non li aggiornino più altrimenti si potrebbero condensare le versioni in 2 o 3 distribuzioni di Android così da mandare in pensione le più vecchi più rapidamente.

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