Ha Ancora Senso Rootare Il Telefono Android?

0

Root su Android: ha ancora senso farlo? C’è ancora bisogno di ottenere i diritti di root su smartphone e tablet Android?

Root Android

Fino a qualche anno fa, non appena prendevo un nuovo smartphone Android, la prima operazione che facevo era quella di ottenere i diritti di root per iniziare subito a personalizzare al massimo il dispositivo.

Le cose però nel tempo sono cambiate e, a pensarci bene, non cerco di ottenere il root sui miei smartphone Android ormai da parecchi mesi.

Google negli ultimi tempi ha cambiato e rinnovato profondamente Android, ha introdotto nuove funzionalità, ne ha eliminate altre e forse, al giorno d’oggi, ottenere il root su Android non è più così indispensabile. 

Cosa è il root su Android?

Prima di procedere, facciamo una brevissima premessa sul root, giusto per rinfrescare la memoria a tutti i lettori.

Android è un sistema operativo basato su Linux (usa il kernel di Linux). Proprio come su Linux, dunque, anche su Android ottenere i diritti di root significa ottenere l’accesso a cartelle, file e percorsi di sistema che normalmente non sarebbero accessibili. 

Cosa si può fare con un telefono rootato? 

Beh, tantissime cose!

Si possono superare i limiti del sistema operativo e si possono aggiungere nuove funzionalità. Si può inoltre personalizzare il device sotto tantissimi aspetti fino a trasformarlo completamente, rendendolo quasi irriconoscibile rispetto allo stato di fabbrica.

Dunque il root sembra fantastico, vero? Beh, qualche anno fa era effettivamente così, ma oggi le cose sono cambiate.

Android è migliorato molto

Come probabilmente sai, uso smartphone Android da quando è uscito il primo Nexus di Google. Mi reputo un utente abbastanza esperto nel panorama Android e ti posso garantire che, dalle prime release, questo sistema operativo è migliorato in modo incredibile.

E’ cambiata la grafica, sono cambiate le funzioni, è diventato più intelligente e in sostanza l’Android che conosciamo oggi non ha niente a che vedere con le prime release. Per carità, funzionavano benissimo, ma erano molto più limitate di quelle che abbiamo a disposizione oggi.

Giusto per farti un esempio, all’inizio Android non permetteva neanche di catturare screenshot senza i diritti di root. 

Facendo un altro esempio, all’inizio Android non era perfettamente ottimizzato e, per sfruttare al massimo il device, bisognava agire sulle frequenze di lavoro della CPU in modo da farlo funzionare meglio. E anche in quel caso serviva il root. 

Oggi però, come anticipato, le cose sono cambiate radicalmente.

Android offre tante funzionalità, molte di più rispetto alle prime release ed effettivamente si sente molto meno la necessità del root. Tante funzionalità che in passato richiedevano il root e tante ore di lavoro “manuale”, oggi sono tutte integrate in Android. 

E quelle cose che ancora non permette di fare Android, invece, si possono aggiungere con app di terze parti: l’OS è diventato molto più aperto e, se qualche funzione manca all’interno del sistema, probabilmente basta andare sul Play Store per scaricare un’app che riesca a soddisfare le nostre esigenze.

Insomma, come ho già detto, oggi la necessità del root su Android si sente molto meno.

Ma per aggiungere determinate funzionalità ad Android il root serve ugualmente e i più smanettoni difficilmente ne faranno senza.

Fare il root oggi è davvero difficile

Peccato che, ancora più che in passato, oggi sia davvero complicato ottenere il root su Android. 

Prima di tutto, infatti, non dobbiamo dimenticare che questa operazione impatta direttamente sulla sicurezza di smartphone e tablet, quindi i produttori cercano di impedirlo con tutti i mezzi che hanno a disposizione, rendendo la procedura davvero complicata.

Non dimentichiamo poi che ogni singolo smartphone/tablet Android deve seguire una procedura differente per essere rootato, procedure che a volte sono piuttosto lente e complesse, sicuramente non alla portata di tutti.

Mentre in passato c’erano programmi automatici che permettevano di ottenere il root in un click su tantissimi smartphone e tablet Android, anche di produttori differenti, adesso le cose sono cambiate e ottenere il root su Android è diventato davvero complicato. 

Alcuni smartphone addirittura non permettono nemmeno di ottenere il root in quanto i produttori li hanno “blindati” in modo davvero pesante.

Insomma, se in passato ottenere il root su Android era facile, veloce e automatico, oggi le cose sono diventate molto più complicate e lunghe. E anche questo, ovviamente, frena un pò tutti gli utenti interessati a rootare i propri device.

Si perde la garanzia

Con quasi tutti i produttori di smartphone e tablet Android, poi, se ottieni il root invalidi la garanzia dello smartphone.

In caso di problemi, dunque, se hai fatto il root la garanzia non risponderà e ti toccherà pagare eventuali riparazioni di tasca tua.

E non è assolutamente piacevole, soprattutto quando hai un Galaxy S7 e la fotocamera si rompe per i fatti suoi, ma l’azienda non te la sostituisce perché hai fatto il root, che tra l’altro non c’entra nulla col danno, ma ha semplicemente invalidato la garanzia (mi è capitato proprio lo scorso anno).

Se fai il root, il tuo smartphone non è sicuro

Come abbiamo anticipato, poi, una volta che si ottengono i diritti di root su Android, si ha accesso a file e cartelle di sistema che, se cancellate o modificate, potrebbero rompere completamente lo smartphone.

E non dobbiamo dimenticare eventuali virus e malware: anche loro avranno pieno accesso ai file di sistema e potranno rubare i tuoi dati personali, password, dati del conto bancario, soldi del credito telefonico ed altro ancora.

Quando ottieni il root, automaticamente abbassi le difese del tuo Android e devi fare molta attenzione alle app che scarichi e installi: un virus/malware potrebbe distruggere completamente il tuo smartphone in pochi secondi.

Inoltre, una volta ottenuto il root, alcune funzionalità del sistema non sono più accessibili, come ad esempio Android Pay. Stesso discorso per alcune app: Sky Go, giusto per fare un esempio concreto, non funziona su smartphone e tablet Android con il root. 

Insomma, è chiaro che il root permette di accedere a funzionalità avanzate del tuo smartphone, ma nello stesso tempo ti espone a rischi che non vanno sottovalutati.

Nemmeno le Custom ROM sono perfette

Certo, il root e la Recovery Custom ti permettono di installare Custom Firmware e Custom ROM su Android, il massimo della personalizzazione. Non dimenticare però che questi firmware alternativi e non ufficiali non sono perfetti: a volte sono pieni di bug, altre volte rischiano di bloccarti lo smartphone, altre volte ancora non sono perfettamente ottimizzati e perdi alcune funzionalità del tuo smartphone.

Insomma, il root permette di personalizzare al 100% il tuo Android visto che ti consente di cambiare praticamente il sistema operativo da cima a fondo, ma questi custom firmware non sempre funzionano bene e a volte risultano più insoddisfacenti che il software originale. 

Senza dimenticare, poi, che tutti i custom firmware hanno il root di default, quindi espongono lo smartphone a rischi aggiuntivi di cui abbiamo parlato poco sopra.

In conclusione

Insomma, come avrai intuito, dal mio punto di vista ad oggi non ha più molto senso rootare uno smartphone. 

Certo, con il root ci sono i custom firmware, c’è Xposed Framework (Xposed Framework Disponibile Per Android Oreo 8.0/8.1 In Beta) e tante altre personalizzazioni molto interessanti. Ma secondo me oggi Android è abbastanza maturo e completo come esce di fabbrica, senza che sia necessario sbloccare altre funzionalità.

Chi ama la personalizzazione può tranquillamente comprare un dispositivo OnePlus o Pixel di Google per stravolgere completamente lo smartphone senza doverlo necessariamente rootare.

Tutti gli altri, invece, possono appoggiarsi alle personalizzazioni software dei vari produttori per godere di un’esperienza davvero completa con Android.

Io ho abbandonato il root ormai da qualche mese e non ne sento la mancanza. Ogni tanto vorrei provare i Custom Firmware, lo ammetto, ma poi ripenso a tutto il tempo che perdevo perché il firmware si scaricava parzialmente e non faceva avviare lo smartphone, oppure quando riscontravo qualche fastidioso bug nel custom firmware e capisco perché ormai da parecchio tempo non faccio più il root sui miei dispositivi. 

E tu cosa ne pensi invece del root su Android? Lo fai ancora? Hai smesso di farlo? Ne senti il bisogno? Fammi sapere nei commenti a fine articolo il tuo punto di vista sul root per Android. 

Non perdere nessuna notizia, offerta o recensione pubblicata sul nostro sito! Seguici sui social per rimanere sempre aggiornato in tempo reale:

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here