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In questo anno è triplicato il numero di attacchi ransomware che hanno colpito aziende e utenti, con un danno di oltre 100 miliardi di dollari. È uno dei dati che emerge dall’ultimo report della società di sicurezza Kaspersky Lab, che sottolinea l’esigenza di migliorare le performance dei propri network.

Cento miliardi di dollari: sembra una somma quasi “inventata”, tanto che è tonda e consistente, e invece è proprio questo l’ammontare complessivo degli attacchi informatici cui sono rimaste vittime nel corso del 2015 le imprese di tutto il mondo, come rivelato dall’ultimo report del Kaspersky Security Network.

Il bottino degli hacker

L’osservatorio della nota azienda russa di software per la sicurezza informatica ha analizzato i dettagli dei colpi come cyberattacchi e ransomware sui network aziendali, ma soprattutto hanno messo in luce un dato davvero allarmante: soltanto nei primi nove mesi dell’anno 2016 è stato già superato il totale degli attacchi del 2015, segno di un incremento dell’azione degli hacker e delle défaillance dei servizi di sicurezza.

Tutti sotto attacco

 Soltanto guardando le statistiche tra gli attacchi del terzo trimestre del 2016 con lo stesso periodo del 2015 si può vedere quanto il trend sia sensibilmente in crescita, con un incremento di ransomware otto volte superiore in un solo anno. Secondo il Kaspersky Lab, il numero di attacchi ransomware con target aziendale è triplicato da gennaio a settembre, colpendo un’impresa su cinque nel mondo. Più in dettaglio, il tasso dei cyberattacchi è passato da uno ogni due minuti a uno ogni 40 secondi, e per i consumatori “comuni” va anche peggio, visto che ormai la frequenza è arrivata a un attacco ogni 10 secondi nel mese di settembre.

L’odioso riscatto

 Inoltre, soltanto nel corso del terzo trimestre dell’anno sono state rilevate 32,091 nuove varianti di ransomware, rispetto alle 2.900 che invece risultavano a fine marzo 2016, e nel complesso, in pochi mesi sono apparse 62 nuove famiglie di questo tipo di malware, che come noto blocca i pc e i dispositivi tecnologici fino al pagamento di un cospicuo riscatto. Una forma di hackeraggio sempre più frequente, dunque, nonostante le azioni da parte delle forze dell’ordine e gli strumenti di decrittazione rilasciati dai ricercatori e società di sicurezza.

Le conseguenze del cyberattacco

 La ricerca di Kaspersky ha sottolineato come le imprese di piccole e medie dimensioni siano state quelle colpite più duramente, visto che il 42 per cento di loro è rimasto vittima di un attacco di ransomware nel corso degli ultimi 12 mesi. Tra di loro, una su tre pagato il riscatto, ma un’impresa su cinque non ha mai avuto i loro file, nonostante l’esborso. In generale, il 67 per cento delle aziende colpite da ransomware ha perso parte o tutti i propri dati aziendali e una vittima su quattro ha atteso diverse settimane cercando di ripristinare l’accesso, secondo i ricercatori Kaspersky.

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Come prevenire

Il programma di ransomware di maggior successo e diffusione quest’anno è stato CTB-Locker, che ha colpito il 25 per cento di tutti gli utenti interessati; subito dietro Locky con il 7 per cento e TeslaCrypt con 6,5 per cento, anche se questa famiglia di ransomware è stata attiva solo fino a maggio. Tra le soluzioni individuate da Kaspersky e dagli esperti per migliorare la sicurezza del proprio network ci sono alcune azioni pratiche, come eseguire il backup dei dati regolarmente, utilizzare soluzioni di sicurezza endpoint affidabili, aggiornare costantemente il software installato sui propri sistemi, limitare l’accesso ai dati sensibili ed educare i dipendenti e i team IT sui rischi di attacco.

La soluzione per le imprese

Quanto scritto serve a chiarire, se ce ne fosse ancora bisogno, quanto sia importante assicurare alla propria rete aziendale un sistema affidabile e resistente agli eventuali attacchi. Queste sono le caratteristiche di base delle offerte di Flamenetworks, tra i leader in Italia per l’installazione di server virtuali, che assicura ai clienti un monitoraggio costante e proattivo proprio per cercare di limitare cyberattacchi e danni conseguenti.

Elena Vertignano

 

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