Drone Contro Aereo: Cosa Succede?

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Cosa succede a un aereo colpito da un drone? Ecco la simulazione in un video. Scontro tra drone e aereo per capire cosa succede. Si rompe un aereo colpito da un drone?

Drone Contro Aereo: Cosa Succede?

Collisione drone vs aereo, uno studio rivela cosa succede

Ti sei mai chiesto cosa potrebbe succedere se un drone si scontrasse con un aereo di linea? Pensi che un drone, essendo piccolo e leggero, non faccia nessun danno all’aereo?

Beh, ti sbagli di grosso.

Se un drone come un Phantom 2 dovesse colpire l’ala di un aereo di linea, infatti, di sicuro non lo abbatterebbe, ma senza dubbio gli andrebbe a creare parecchi problemi e potrebbe costringerlo ad un atterraggio d’emergenza.

Un video pubblicato pochi giorni fa su YouTube ci mostra la simulazione  di uno scontro tra drone e aereo e i risultati sono sbalorditivi: io pensavo che, proprio come un uccello, il drone venisse distrutto dalle ali dell’aereo, ma non è così.

A parità di peso un drone ha una capacità di penetrazione maggiore di quella di un uccello e questo significa che il drone arreca danni all’aereo, a volte anche grossi e significativi.

Dunque, al contrario di un uccello che solitamente viene incenerito dai motori dell’aereo o comunque ucciso sul colpo senza danneggiare l’aeromobile, un drone fa molti più danni. 

E se in passato esistevano laboratori specializzati nell’analisi di incidenti tra uccelli e aerei, comunque sempre frequenti, oggi, visto che i droni sono molto diffusi e i piloti molto incoscienti, sono costretti ad analizzare anche eventuali impatti tra drone e aereo. 

Al posto di polli morti e finti animali costruiti con una particolare gelatina che mima il comportamento dell’animale reale, dunque, oggi i test vengono fatti con droni veri. E il risultato è quello che vedi nel seguente video:

I ricercatori dell’Università di Dayton, in collaborazione con il Sinclair College National UAS Training and Certification Center, hanno deciso di analizzare nel dettaglio gli effetti di un eventuale impatto tra un drone e l’ala di un aereo.

I risultati, come si evince facilmente dal video, sono poco incoraggianti: a parità di peso, un drone come il DJI Phantom 2 (decisamente vecchio dal mio punto di vista, avrebbe avuto più senso usare almeno un Mavic Pro) ha una capacità di penetrazione maggiore di quella di un uccello.

Se quest’ultimo nell’impatto si limita a rovinare in modo sensibile il profilo alare laddove impatta, il drone è stato in grado di penetrare la struttura e di provocare danni anche alle strutture interne delle ali.

La simulazione è stata effettuata ‘sparando’ il drone con un cannone ad aria sull’ala a una velocità di circa 250 miglia orarie, circa 400km/h, simulando l’incidente tra un drone e un piccolo aereo a elica.

Il ricercatore sostiene che in questo caso l’aereo sarebbe potuto sopravvivere all’impatto nonostante i danni importanti, ma se la velocità fosse stata superiore, come nel caso di un jet commerciale, i risultati sarebbero stati molto più gravi.

C’è però da dire che un aereo di linea è comunque più grosso e resistente, quindi avrebbe reagito meglio all’impatto, anche se sicuramente si sarebbe danneggiato in modo serio.

C’è anche da dire, poi, che alle basse altezze in cui la maggior parte dei droni vola, gli aerei volano alle velocità più basse. Basse velocità che comportano i livelli più bassi di danneggiamento dovuto ad una collisione.

E poi, come già detto, i nuovi droni molto popolari della DJI, come il Mavic Pro e lo Spark pesano molto meno del modello Phantom studiato nel video, quindi andrebbero ad arrecare meno danni in un eventuale impatto con un aereo. Ma non per questo devono essere fatti volare in zone vietate, anzi!

A seguito di questi test, i ricercatori sostengono che le aziende che producono droni dovrebbero lavorare per modificarne la struttura, in modo da renderli più fragili all’impatto e abbassarne la capacità di penetrazione in caso di urto con l’ala (o la fusoliera) di un aereo in volo.

Ma questo, dal mio punto di vista, è già successo: sarebbe bastato testare un Mavic 2 al posto di un drone uscito 10 anni fa sul mercato.

Sempre secondo i ricercatori, i produttori di droni dovrebbero adottare tecnologie di rilevamento e / o geofencing per ridurre il rischio che i droni entrino in collisione con gli aerei, ma anche queste sono alcune delle caratteristiche già incorporate nei nuovi droni di DJI.

Il video, comunque, dovrebbe servire ai piloti di droni che volano senza usare il cervello: se il loro drone per foto da Instagram dovesse impattare contro un aereo o elicottero, rischierebbe di abbatterlo.

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