Pacco fermo a Customs Clearance: cosa vuol dire?

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Ho un pacco fermo a Customs Clearance. cosa vuol dire? Cosa devo fare? Pacco fermato in dogana da Customs Clearance: cosa fare per sbloccare la spedizione?

Ho comprato dagli USA un pacco che è stato fermato da Customs Clearance: cosa fare?

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Oggi voglio condividere con voi la mia (pessima, ovviamente) esperienza di acquisto di un prodotto dagli USA, che puntualmente è stato fermato in dogana in Italia e non è ancora arrivato a destinazione. Spero che mi venga consegnato nei prossimi giorni, ma ormai inizio a perdere le speranza.

Vi racconterò tutti i passaggi della mia esperienza, in modo da fornirvi il maggior numero di dettagli possibile.

Allora, a fine settembre, girando su Instagram (il mio account è @erreconti se volete seguirmi), ho visto la pubblicità di un Tè verde prodotto negli USA e usato da tantissimi sportivi. Il Tè verde in questione è QUESTO. Si tratta di un Tè verde particolare, che aggiunge effetti dimagranti a quelli classici del Tè verde.

Una volta scoperto il prodotto, mi informo un pò, navigo sul sito, leggo varie recensioni online e decido di comprarlo. Pago 55$ il Tè (dosi per 1 mese + un accessorio) e 15$ la spedizione in Italia. So già che i tempi per la spedizione sono lunghi, ma non è un problema.

Il prodotto viene spedito il 2 Ottobre, il giorno dopo rispetto al mio acquisto. Ovviamente mi viene inviato il tracking code per tracciare la spedizione. Il giorno 8 Ottobre il pacco arriva in Italia, precisamente viene consegnato a Customs Clearance, e da quel giorno il pacco non si è più mosso.

Oggi è il 26 Ottobre e, 20 giorni dopo l’arrivo in Italia, NESSUNO mi ha contattato.

Il pacco è fermo in dogana (lo scoprirò telefonando alle Poste Italiane), ma nessuno mi ha contattato per chiedermi dettagli o spiegarmi come mai il pacco è stato spedito.

Così questa mattina, molto irritato, decido di andare sul sito di Poste Italiane: inserisco nel campo di ricerca il tracking code del pacco (quello del servizio di USPS che mi è stato fornito dal sito del Tè Verde) e incredibilmente il pacco viene rintracciato. Anche in questo caso, però, c’è solo scritto che il pacco si trova da “Customs Clearance”. 

Allora mando una mail a Poste Italiane, chiedendo informazioni sullo stato della spedizione.

Dopo 3 ore ricevo una chiamata da “Numero Anonimo”, che in realtà è Poste Italiane: la signorina al telefono mi spiega che il pacco è in dogana per controlli non meglio specificati. In teoria QUALCUNO avrebbe dovuto contattarmi/mandarmi una raccomandata, ma in realtà questo non è accaduto.

Allora mi viene indicato di chiamare il numero verde 848800898 per chiedere ulteriori dettagli.

Chiamando questo secondo numero, con il tracking code in mano, riusciamo a capire che il pacco si trova ai controlli doganali a Milano, ma anche in questo caso mi viene detto che QUALCUNO avrebbe dovuto contattarmi negli scorsi giorni. Evidentemente questo QUALCUNO ha avuto altri impegni.

Ad ogni modo, al telefono con questo secondo numero, mi viene spiegato che, essendo passati 15 giorni dall’arrivo del pacco in Italia, posso avviare telefonicamente la procedura di sdoganamento. In pratica, tramite telefono, vengo prima identificato, poi mi vengono richieste quelle informazioni che in teoria mi avrebbero dovuto chiedere tramite raccomandata, che però non è mai arrivata.

Ho dovuto spiegare cosa c’era nel pacco, quanto l’ho pagato, a chi era destinato e varie altre cose.

Il ragazzo al telefono, molto gentile e disponibile, mi ha avvertito che probabilmente nei prossimi giorni qualcuno mi ricontatterà per chiedere ulteriori informazioni.

Se tutto andrà bene, nel giro di 10-15 giorni il mio Tè arriverà a casa mia, dopo essere stato fermo per oltre 1 mese in dogana.

Mi sembra assurdo, soprattutto se penso ai servizi delle Iene dove vedo che importiamo dalla Cina il passato di pomodoro MARCIO e SCADUTO senza alcun problema, e poi mi fanno questi problemi per un Tè verde completamente legale negli USA. Ma del resto siamo in Italia, di cosa mi stupisco ancora? E’ corretto che i pacchi vengano controllati, per carità, ma vi sembra normale che il pacco contenente prodotti deperibili venga tenuto fermo in dogana per 20 giorni e nessuno mi contatti? Le cose funzionano sempre al contrario qui in Italia. 

Aggiornerò l’articolo quando (e se) il mio Tè verde arriverà a destinazione.

Spero di aver aiutato qualcuno condividendo la mia esperienza e indicando il numero di telefono da chiamare in caso di problemi con Customs Clearance.

Qualcuno di voi ha avuto problemi simili con acquisti dagli USA o dall’estero? Fatecelo sapere nei commenti a fine articolo.

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6 COMMENTS

  1. Pacco proveniente dagli Usa, da un parente stretto che mi invia un regalo x il mio compleanno. Spedizione tramite Poste USPS. Nel documento allegato si riporta il valore valido x l’assicurazione sul trasporto. Non arrivando mi il collo, il mio parente mi segnala che questo è in “Custom Clearance “. Mi insospettisco che sia da una settimana fermo alla dogana e mi rivolgo al web, dove scopro questo ed altri articoli su casi come il mio. Chiamo il numero verde 840000160 (con uno scatto alla risposta) relativo al Call center delle poste/dogana di Milano. Espongo il mio caso e col codice di spedizione risalgono al mio pacco, ovviamente bloccato ed in attesa di documentazione aggiuntiva. Mi comunicano di scaricare dal sito delle Poste italiane un modulo pdf da compilare, ove specificare anche il contenuto del collo, che ho dovuto farmi descrivere Sal mio parente). Procedo e rispedisco. Il giorno successivo mi scrivono via email allegando un altro modulo pdf quasi identico al precedente già spedito, che nuovamente compilo con le medesime informazioni e rispedisco via email. Dopo qualche giorno finalmente arriva il collo, ma x ritirarlo devo pagare Iva e oneri doganali. Oltre al danno, la beffa. Quindi, x spedizioni extraeuropee, ecco il mio consiglio: spedire SOLO con corriere, no Poste. La spesa e equiparabile, ma il servizio e decisamente migliore e piu celere. Con le Poste, valutare se assicurare la merce, perché in base al valore dichiarato, si paga una percentuale variabile di tasse, oltre oneri postali. Sempre con le Poste, dichiarare un valore della merce inferiore a 49 euro, cluse le spese di spedizione, perché altrimenti scatta la gabella.

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