TrueCrypt, privacy senza intoppi!

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Lavorando al pc è inevitabile cercare di mantenere una certa privacy, cosa ormai impossibile da quando facebook & co sono entrati a far parte della nostra vita. Ognuno di noi ha però file che custodisce più o meno gelosamente e che talvolta si vorrebbero tenere al riparo da occhi indiscreti, come parenti o amici che si improvvisano piccoli detective al servizio dell’FBI.

Per sopperire a questo problema ci sono molti software che permettono di proteggere i file, ma la maggior parte di questi sono selettivi: criptano il singolo file ma non l’intera cartella! Se volessimo quindi aprire 15 file criptati contemporaneamente dovremmo reinserire la password 15 volte! Se i documenti da proteggere sono pochi non è un problema, ma quando sono parecchi? Bhè Tryecrypt risolve questo inconveniente permettendo di creare intere unità virtuali criptate che contengono i nostri preziosi documenti e a cui nessuno può accedervi senza conoscere la password. È in grado infatti di creare file “contenitori” (una sorta di cartelle protette) che nascondono ogni tipo di informazioni sul loro contenuto: numero di file, il loro nome etc; l’unica cosa visibile è il nome del contenitore. Una volta inserita la password si ha immediatamente accesso ai file, sui quali è possibile lavorare normalmente senza dover inserire continuamente il codice segreto.

Ma bando alle ciance, e vediamo in pratica come utilizzarlo. Scaricate prima di tutto l’installer dal sito http://www.truecrypt.org/ e dopo aver concluso la consueta procedura di installazione vi apparirà questa schermata:

Cliccate poi sul sezione “volumi” (in alto a sinistra) e successivamente “Crea un nuovo volume”. Dopo aver scelto il tipo di contenitore criptato che si vuole creare, il software nella schermata successiva vi proporrà diverse opzioni ma a meno che non siate effettivamente spiati dal FBI la prima scelta (“Volume TrueCrypt standard”) va più che bene:

Nella successiva finestra scegliete il nome del contenitore e la cartella in cui salvarlo. Cliccando ancora avanti dovrete scegliere quale tipo di algoritmo utilizzare per cryptare il contenitore: il più sicuro ma anche il più lento nella codifica dei file è il “serpent-twofish-aes”. Un buon compromesso tra sicurezza e velocità è rappresentato dal “AES-Twofish”. Andando sempre avanti inserite nell’ordine: la grandezza del file contenitore da creare (occhio allo spazio libero sull’hard disk), la password, e nella finestra successiva muovete il mouse casualmente per generare una chiave causale di codifica. Cliccando infine su formatta il software creerà il contenitore.

Per visualizzare il vostro contenitore, dalla schermata principale del software:

  • Dopo aver cliccato su “seleziona file”, selezionate il file contenitore da voi creato;
  • Scegliete una lettera dall’elenco;
  • Cliccate su “monta” e infine inserite la password.

Il contenitore vi apparirà nelle “risorse del computer” al fianco degli altri hard disk presenti nel pc, e a quel punto potrete trasportate i file al suo interno. Per rendere nuovamente invisibile il tutto, selezionate “smonta” dalla finestra principale del programma: l’unità virtuale scomparirà da “risorse del computer” e i vostri file ritorneranno al sicuro all’interno del file contenitore.

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2 COMMENTS

  1. Io lo uso dalle versione 3. Ma i passi in avanti sono stati fatti con la versione 6 e 7 che risulatano veloci nel criptare interi Hard Disk.

    Ora uso la 7 e noto solo particolari rallentamenti quando trasferisco molti file di piccole dimensioni mentre per i file grandi il rallentamento è davvero minimo.

    Ottimo articolo.

  2. ahahah…coincidenza l’ho testo proprio ieri ! Davvero formidabile…! A parte l’impatto iniziale dove ci si trova un pò spiazzati…è stato sufficiente leggere la prima parte della guida online per capirne il funzionamento ! Addirittura è possibile criptare l’intera partizione che stiamo usando già da tempo con su Windows. 
    Insomma…il massimo per chi ha bisogno di una privacy di ferro ! Simpatica anche la funzione ” ignoto ” che permette di creare un ” cassetto nascosto ” all’interno di un altro cassetto…..occhio però…si corre il rischio di sovrascrivere i dati e danneggiare parte della partizione creata…leggete bene la guida in proposito.

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