5 Criptovalute Su Cui Investire Nel 2018

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Criptovalute News 2018: ti consiglio 5 criptovalute su cui investire nel 2018 per provare a guadagnare online senza correre grossi rischi. 

Criptovalute emergenti su cui investire nel 2018

Oggi torniamo a parlare di criptovalute e monete virtuali, un tema caldissimo negli ultimi mesi e al quale ormai sono particolarmente affezionato.

Nell’articolo di oggi voglio segnalarti 5 criptovalute alternative su cui investire al posto del Bitcoin per provare a fare soldi e guadagnare online. 

Come ben sai, ormai il Bitcoin ha raggiunto un valore così alto che è praticamente impossibile, per un utente normale, provare a diventare ricco con questa moneta virtuale. Solo chi ha creduto nel Bitcoin anni ed anni fa è riuscito a diventare ricco, mentre tutti gli altri ormai farebbero meglio a pensare a criptovalute alternative.

Fortunatamente, tra l’altro, esistono tante altre criptovalute alternative su cui puoi investire anche basse cifre per provare ad accumulare ricchezze. Ovviamente non ci sono garanzie di guadagno: investi solo le cifre che puoi permetterti di perdere, visto che da un giorno all’altro la criptovaluta su cui hai investito potrebbe perdere completamente il suo valore o sparire dalla circolazione.

Detto questo, se anche tu vuoi provare ad investire su criptovalute emergenti e alternative al Bitcoin, ecco la nostra selezione di quelle più sicure e probabilmente affidabili del 2018. 

Criptovalute 2018: alcune monete virtuali su cui investire

Litecoin (LTC)5 other cryptocurrencies to watch - Litecoin

Litecoin (LTC) è una criptovaluta peer-to-peer ed un progetto di software open source rilasciato con licenza MIT/X11. Dal punto di vista tecnico ha preso ispirazione e risulta molto simile a Bitcoin (BTC): la coniazione e la transazione di Litecoin avviene grazie ad un protocollo open source e non è controllata da alcuna autorità centrale. L’intenzione degli sviluppatori di Litecoin era di migliorare Bitcoin attraverso alcuni cambiamenti importanti.

A partire dal Novembre del 2013 alcune importanti agenzie mediatiche come il Wall Street Journal, CNBC e il New York Times hanno indicato Litecoin come alternativa (o addirittura come possibile successore) di Bitcoin.

Litecoin è la quinta criptovaluta per capitalizzazione di mercato.

Tra le caratteristiche da evidenziare, il fatto che viene “minato” e quindi generato sfruttando soprattutto la memoria RAM. Rispetto al Bitcoin, poi, le transazioni con questa moneta risultano più veloci.

Tra le criptovalute più interessanti del 2018 questa forse è quella che sta attirando di più l’attenzione.

Ethereum (ETH)

5 other cryptocurrencies to watch - Ethereum

Ethereum è una piattaforma decentralizzata del Web 3.0 per la creazione e pubblicazione peer-to-peer di contratti intelligenti (smart contracts) creati in un linguaggio di programmazione Turing-completo.

Ethereum è diverso da Bitcoin in quanto consente di creare contratti intelligenti (smart contracts) che possono essere descritti come denaro digitale altamente programmabile.

Per poter girare sulla rete peer-to-peer, i contratti di Ethereum “pagano” l’utilizzo della sua potenza computazionale tramite una unità di conto, detta Ether, che funge quindi sia da criptovaluta che da carburante.

In altre parole, contrariamente a molte altre criptovalute, Ethereum non è solo un network per lo scambio di valore monetario ma una rete per far girare contratti basati su Ethereum. Questi contratti possono essere utilizzati in maniera sicura per eseguire un vasto numero di operazioni: sistemi elettorali, registrazione di nomi dominio, mercati finanziari, piattaforme di crowdfunding, proprietà intellettuale, etc…

Ethereum fa parte di un gruppo di piattaforme blockchain detto di “nuova generazione” (o “2.0”).

Ethereum dunque non è proprio una moneta alternativa al Bitcoin, ma qualcosa che procede di pari passo e che, dati alla mano, sta crescendo bene e piuttosto in fretta al pari del Bitcoin. In estrema sintesi possiamo affermare che il successo del Bitcoin e quello di Ethereum vanno di pari passo. 

Zcash (ZEC)

Zcash è una criptovaluta che offre privacy e trasparenza selettiva delle transazioni. Si presenta come moneta virtuale più sicura del Bitcoin.

I pagamenti Zcash sono pubblicati su una blockchain pubblica, ma il mittente, il ricevente e il valore della transazione possono rimanere privati.

ZCash è senza dubbio una delle criptovalute più interessanti nel panorama delle valute digitali. Diversamente dalle altre criptovalute, ZCash è stato creato nelle classi del dipartimento di crittografia di una delle più prestigiose università di scienze informatiche del mondo.

ZCash era basato sul progetto Zerocash. L’idea di base riguardava il fatto che, sebbene le criptovalute siano anonime, chiunque può ugualmente ottenere delle informazioni minando la blockchain – per esempio per quel che riguarda le abitudini di acquisti. Zerocash si estende su qualsiasi protocollo di moneta per renderlo ancora più anonimo tramite la creazione di una valuta separata che esiste insieme alla moneta di base.

Questa tecnologia consente ad un utente di effettuare pagamenti completamente riservati utilizzando ad esempio due bitcoin e convertendoli in Zerocash. La nuova moneta creata possiede una prova di conoscenza zero che il mittente possieda la moneta di base, senza rivelare il valore della transazione o l’identità del possessore. Il ricevente può in seguito far tornare lo Zerocash nella valuta di base.

Questo progetto ha portato alla creazione di una valuta separata, lo ZCash, che possiede tutte le caratteristiche sopra menzionate, più un paio di extra.

ZCash è stato annunciato nel gennaio del 2016 e il trading è iniziato ad ottobre di quell’anno. L’andamento dei prezzi non somiglia affatto a quello del bitcoin. ZCash ha raggiunto la vetta subito dopo il suo lancio, per poi crollare immediatamente e non dare praticamente segni vitali da allora.

Gli investitori di ZCash investono perché ritengono che prima o poi la scienza alla base porterà la moneta a livelli più alti.

Fonte

Dash (DASH)

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Dash (prima conosciuto come Darkcoin e XCoin) è una criptovaluta open source peer-to-peer con lo scopo di essere la criptovaluta più “amichevole” e più scalabile al mondo.

Offre transazioni instantanee (InstantSend) transazioni private (PrivateSend) e opera un modello auto-finanziato e auto-governante che abilita la rete dash a pagare individui e imprese per eseguire lavori che aggiungono valore alla rete.

Alla fine del 2018 Dash aumenterà il suo valore del 218%, raggiungendo i 1,759.30 €. La governance decentralizzata di Dash ed il sistema di budget lo rende la prima organizzazione autonoma decentralizzata (o in sigla anglosassone: DAO).

Uno dei vantaggi principali offerti da Dash è rappresentato dal fatto che non può essere tracciata in alcun modo, oltre ad essere velocissima nel gestire le transazioni (solo 4 secondi per la conferma di transazione avvenuta). I costi di transazione, inoltre, sono bassissimi.

In sostanza, dunque, il Dash è una criptomoneta che si usa per inviare o anche ricevere denaro online con commissioni molto basse nel settore garantendo anche il rispetto della privacy degli utenti che utilizzano queste piattaforme come sistemi di pagamento elettronici. Per fare ciò sfrutta una rete decentralizzata.

Ripple (XRP)

5 other cryptocurrencies to watch - Ripple

Ripple (XRP) è una società privata che mira a creare ma soprattuto a consentire a una rete globale di istituti finanziari e banche, di utilizzare il proprio software (“Internet of Value”) per ridurre il costo dei pagamenti internazionali.

Se un anno fa avessi investito mille euro in XRP (la criptovaluta emessa dalla società di trasferimento denaro Ripple) oggi avresti sul conto qualcosa come 350mila euro. Non male.

Ripple è il nome con cui viene identificata sia una criptovaluta, che ha come simbolo XRP, sia il protocollo di pagamento attraverso il quale la valuta viene scambiata: il sistema ha molte cose in comune con Bitcoin, ma non è uguale.

La differenza principale è che Ripple è un sistema pensato per trasferire somme di denaro in qualsiasi valuta (ma più in generale, qualsiasi cosa di valore) gratuitamente e rapidamente.

I Ripple (XRP) sono la valuta universale nel sistema Ripple, che a differenza di Bitcoin è gestito da un organo centrale, e cioè la società omonima. È questa società a immettere nel mercato i Ripple (XRP), che a differenza dei Bitcoin non possono essere “minati”, cioè non possono essere guadagnati dagli utenti contribuendo con i propri computer ai calcoli necessari a rendere la valuta sicura e attiva.

La chiave per capire Ripple è che una somma di denaro ha un valore diverso a seconda della forma in cui si trova. Se una persona ha cinquanta euro in contanti, possiede un capitale diverso da una persona che ha cinquanta euro in banca: perché i cinquanta euro in banca non esistono di per sé, ma nella forma di debito della banca nei confronti del correntista. Allo stesso modo, cinquanta euro in banca hanno un valore diverso da cinquanta euro in una carta prepagata: perché la carta prepagata può non essere riconosciuta da tutti. Tutto dipende da dove ripongono la loro fiducia le persone coinvolte in una transazione economica: si può presumere che tutti la ripongano nella Banca Centrale Europea che emette gli euro, che quasi tutti la ripongano nella banca UniCredit dove ha il conto il correntista, e che un po’ meno la ripongano nelle Poste Italiane che hanno emesso la carta prepagata.

Una transazione economica si basa sempre su meccanismi di fiducia. E Ripple trova il modo più semplice per trasferire, attraverso una catena di fiducia, i soldi da una persona a un’altra. Solo che nel caso di Ripple non si tratta di persone ma di grandi società o banche, soprattutto in Corea del Sud e in Giappone: ma anche UniCredit, UBS e Santander.

A differenza delle transazioni in Bitcoin, che richiedono diversi minuti per essere approvate, quelle su Ripple sono effettive in circa 4 secondi. In questo modo Ripple vuole rendere scambiarsi soldi facile come è oggi scambiarsi le email.

Per ogni transazione si paga una percentuale infinitesimale di XRP, che però non viene raccolta da nessuno, ma viene distrutta: serve a evitare le transazioni seriali di bot. La società Ripple ha creato 100 milioni di XRP, ma ne ha messi sul mercato soltanto 38 milioni, i rimanenti sono stati investiti in ricerca per il sistema. I Ripple XRP servono al sistema perché sono “l’ultima spiaggia” per le sue transazioni: se non si riesce a trovare una catena di fiducia per un trasferimento di beni, il sistema ricorre agli XRP, sul cui valore invece concordano (e ripongono fiducia) tutti gli utenti.

Non è semplicissimo comprendere il funzionamento di questa criptovaluta. L’unica certezza è che attualmente è una delle più interessanti del 2018. 

Fonte

Conclusioni

Siamo alla fine di questo lungo articolo sulle criptovalute da tenere sotto controllo nel 2018.

Queste sono solo 5 delle monete alternative su cui puoi investire per provare a fare soldi online. Come già anticipato, però, ne troverai altre 1000 in cui provare a “credere” e a fare fortuna.

Tu su quali criptovalute pensi di investire nei prossimi mesi? Su queste 5 o su altre non in elenco? Faccelo sapere nei commenti a fine articolo!

La mia avventura con Ethereum

Come probabilmente sai, io sto iniziando a minare Ethereum proprio in questi giorni, quindi spero vivamente che il valore di queste criptomonete torni rapidamente a salire, altrimenti non riuscirò a rientrare dal mio investimento hardware per minare Ethereum.

Recentemente ho acquistato e assemblato un PC appositamente per minare Ethereum spendendo circa 1100 euro (senza considerare le tantissime ore che ho perso a configurarlo).

Ho anche pubblicato sul canale YouTube di YLU un video in cui mostro il PC che ho assemblato (e montato da solo) per minare Ethereum, quindi ti consiglio di correre a guardarlo:

LINK CANALE YOUTUBE YLU

Attualmente con questo PC che ho assemblato sto guadagnando l’equivalente di 20€ a settimana, ovviamente sul valore attuale di Ethereum, che potrebbe salire o scendere improvvisamente (spero chiaramente che tenda a salire).

Diciamo che, scegliendo di minare, nel caso in cui la moneta andasse a zero, potrei sempre vendere il PC e i suoi pezzi hardware e non mi ritroverei con niente in mano. Ho scelto di rischiare “meno”, anche se l’investimento iniziale è stato piuttosto alto. Vedremo come andrà a finire.

Per questo articolo è tutto.

Continua a seguire YLU per non perderti nuovi aggiornamenti sul valore del Bitcoin e di tutte le altre criptovalute. 

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