Approvata la Riforma del Copyright in Europa: Ecco cosa cambia

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Riforma del Copyright UE: Cos’è, cosa cambia e come tutelarsi sia per l’utente che per chi scrive, crea e compone. Tutte le informazioni che dovete sapere sulla nuova riforma che rivoluzionerà il web e non solo

Approvata la Riforma del Copyright in Europa: Ecco cosa cambia

Il Parlamento Europeo ha approvato la nuova direttiva sui diritti d’autore che dopo 2 anni di lotte, rappresenta la prima vera rivoluzione nel mondo dell’editoria che colpirà tanti settori. Con 348 voti a favore274 contrari e 36 astenuti, è stata approvata la normativa sul copyright della Comunità Europea, ed in questo articolo andremo a fare quanta più chiarezza possibile su cosa dice la normativa e quali potrebbero essere le modifiche per tutti noi.

La normativa

Il decreto mira a offrire una maggiore tutela del diritto d’autore permettendo ad autori, artisti, scrittori, giornalisti, interpreti, editori, produttori e tutti i creatori di contenuti di preservare il loro lavoro ed essere ricompensati direttamente se viene usata una vostra creazione.

Infatti è noto da tempo come i giganti del web, Google o Youtube su tutti, guadagnino cifre spaventose per il lavoro fatto da altri, ma da adesso non sarà così, perché chiunque dovrà essere pagato se finisce in rete o da qualche altra parte la sua creazione unica.

Questo va tutto a beneficio di grandi e sopratutto di piccoli produttori con questi ultimi che sono spesso sfruttati dai grandi, e non vedono neanche un introito, spendendo ore prezioso per creare contenuti originali.

Dunque dopo 3 anni di lotte in parlamento, ed una legge che non veniva toccata dal lontano 2001, ora tutto è pronto per cambiare anche se ci sono alcuni aspetti da affinare, e che probabilmente cambieranno il nostro modo di condividere le creazioni sul web e non solo.

Ecco cosa cambia

Detto in breve tutti i giganti del web che sfruttano il lavoro di terzi dovranno comunque riconoscere dei compensi tramite la stipula di licenze ad hoc e l’eliminazione di contenuti protetti da copyright pubblicati senza il consenso in modo veloce ed automatico.

Sono dunque annientati i famosi aggregatori digitali che da oggi non potranno più ripubblicare contenuti presi da altre parti, guadagnando direttamente, ma dovranno corrispondere una percentuale dei loro guadagni direttamente al creatore della risorsa condivisa.

Inoltre le piattaforme che guadagnano dall’esposizione di prodotti e contenuti sono direttamente responsabili dei rapporti che intercorrono con i proprietari intellettuali dei contenuti e devono riconoscere un adeguato compenso.

Le critiche

Ovviamente non sono mancate le critiche soprattutto per gli art.11 e art. 13, che sono stati rimodulati, modificati e rivisti e che riguardavano rispettivamente la Protezione delle pubblicazioni di carattere giornalistico in caso di utilizzo digitale ora corretto in utilizzo online, in modo da escludere i contenuti memorizzati nei database e l’Utilizzo di contenuti protetti da parte di prestatori di servizi di condivisione di contenuti online che è stata corretta in piattaforme online.

L’ex art. 11 ora diventato art.15, che introduceva la link tax, tassa sui link, ed anche upload filter, per analizzare i dati caricati online, sono stati rimossi. Mentre è sempre presente la nota dove gli autori delle opere incluse in una pubblicazione di carattere giornalistico ricevano una quota adeguata dei proventi percepiti dagli editori per l’utilizzo delle loro pubblicazioni di carattere giornalistico da parte dei prestatori di servizi della società dell’informazione dove sono colpiti in maggior gli aggregatori di notizie che dunque dovranno pagare per pubblicare contenuti.

L’ex art. 13 invece ora art. 17 stabilisce che i siti web devono ricevere l’autorizzazione alla pubblicazione di qualsiasi contenuto da parte dei creatori e titolari dei diritti. Quindi il tutto si inserisce nel meccanismo di monetizzazione dei contenuti, che prima erano al 100% degli aggregatori digitali mentre adesso guadagneranno anche i siti web presenti negli aggregatori.

Le eccezioni

Sono previste delle eccezioni poiché chi ha cercato in tutti i modi di ottenere l’autorizzazione senza però avere un riscontro oppure di aver agito tempestivamente nella rimozione di un contenuto non a norma, che non incorreranno in sanzioni.

Inoltre sono esclusi da questo tipo di provvedimenti i snippetbrevissimi estratti di testo che compaiono ad empio su Google News quando si cerca qualcosa, con i contenuti che sono preservati la libertà di citazione, di caricatura, di parodia come i meme e non sono previste limitazioni verso le enciclopedie online no-profit, come Wikipedia, che non saranno colpite da questo provvedimento.

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