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Regolamento ChatControl cosa prevede e perché rischia di violare la privacy. ChatControl: controllano email e chat private per scoprire che foto e video inviamo

ChatControl cosa è, come funziona, a cosa serve

IN BREVE: Email e chat saranno controllate nell’Unione Europea. Per contrastare la distribuzione di materiale pedopornografico, il Parlamento Europeo ha approvato una specifica deroga per i fornitori di servizi di comunicazione, fra cui piattaforme social e servizi email: potranno scansionare foto e video di tutti gli utenti.

Ma procediamo con calma e cerchiamo di fare luce sulla vicenda, che è davvero MOLTO preoccupante dal mio punto di vista.

Cosa è ChatControl?

Il 6 luglio 2021 il Parlamento Europeo ha votato a favore di una specifica deroga alla direttiva ePrivacy chiamata ChatControl.

L’obiettivo? 

Permettere ai fornitori di servizi di messaggistica e non solo di scansionare automaticamente le email e le chat (da Messenger a Gmail, compresi WhatsApp e Telegram) per verificare ed eventualmente segnalare la presenza di materiale pedopornografico.

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La deroga è stata approvata con 537 voti a favore, 133 voti contrari e 24 astenuti. 

Di fatto, il regolamento ChatControl deroga la direttiva europea sulla privacy per combattere i contenuti pedopornografici online (fin qua più che giusto), ma ha sollevato diverse critiche da parte degli attivisti.

Ad esempio Patrick Breyer, europarlamentare del Partito Pirata, notoriamente contrario a tale regolamento, ha definito la deroga “l’adozione del primo regolamento nell’Unione Europea per la sorveglianza di massa“.

Quindi cosa cambia con ChatControl

Come anticipato, le piattaforme di comunicazioni digitali (già citate in precedenza) potranno controllare le nostre chat per 3 anni alla ricerca di abusi sessuali online su minori.

Il tutto avverrà chiaramente in modo automatico, usando algoritmi intelligenti, che “saranno” in grado di:

  • analizzare foto e video che condividiamo online nelle nostre chat e conversazioni private
  • rilevare materiale pedopornografico
  • segnalarlo tempestivamente
  • fare partire indagini da parte delle Autorità competenti

L’approccio che si seguirebbe nel caso di specie sarebbe quello opposto rispetto alle comuni modalità di ricerca e repressione dei reati: invece che un controllo conseguente a “indizi di reto”, questo avverrà in via preliminare. Facendo un esempio concreto:

  • un pedofilo manda foto di bambini online ad altre persone tramite WhatsApp, Mail, Facebook o altro
  • ChatControl lo scopre
  • ChatControl segnala il fatto
  • la Polizia interviene e arresta il pedofilo

Fin qui tutto bene e giusto.

Ma cosa succederebbe se ChatControl segnalasse la TUA chat di WhatsApp dove invii ai parenti le foto dei tuoi bambini al mare in costume?

Ti ritroveresti la Polizia in casa per niente (nel migliore dei casi..).

Secondo alcuni esperti l’attuale tecnologia non sarebbe però in grado di riconoscere la differenza tra un materiale pedopornografico e lo scambio di foto dei propri figli che fanno il bagnetto nella doccia di casa.

Capisci dunque quanto è pericoloso ChatControl per la tua privacy?

Come funziona ChatControl?

Verranno utilizzati appositi algoritmi, i quali dovrebbero essere in grado di “scansionare” i contenuti multimediali inviati dagli utenti ( vengono esclusi gli audio) e creare degli “hash” cioè delle stringhe, le quali poi verranno confrontate con le informazioni contenute in un database, che raccoglie altre stringhe connesse a materiale pedopornografico.

Qualora vi sia riscontro tra un hash individuato dall’algoritmo e uno già presente nel database il provider o l’OTT dovrà segnalarlo alle autorità.

Perché è stato introdotto ChatControl?

Come anticipato, il regolamento chiamato ChatControl si è reso necessario per combattere gli abusi online sui minori. E fin qui posso anche essere d’accordo.

Peccato che in questo modo TUTTE le nostre foto e video condivise online non siano più private.

Si tratta di una pesantissima violazione della nostra privacy, soprattutto considerando che ad oggi, prima di ChatControl, la Direttiva Privacy vietava sorveglianza, intercettazione o conservazione di comunicazioni elettroniche, a meno di un consenso dell’utente o una specifica autorizzazione di legge.

Di fatto è bastata una deroga per buttare all’aria la nostra privacy online.

Perché ChatControl è pericoloso per “le brave persone”?

I motivi sono tantissimi, ma analizziamo i più importanti.

Scrive Matteo Navacci, esperto di privacy e co-fondatore del Privacy Network, che l’approvazione di questa legge significa, per esempio “che le fotografie e video intimi di milioni di persone potranno essere acquisiti, conservati ed esaminati dai provider di servizi e dai loro dipendenti”.

Di fatto, con ChatControl se mandi TUE foto intime a parenti o amici, queste foto saranno analizzate e conservate (e quindi viste) dai provider dei servizi e dai loro dipendenti. Chiaro?

Per il momento il Regolamento prevede che siano le piattaforme a scegliere se sorvegliare o meno le proprie app, ma sembra che le aziende siano ben disposte a farlo.

Addio alla crittografia End-to-end

Con l’arrivo di ChatControl si dice dunque addio alla crittografia end-to-end (E2EE), una tecnica nata appositamente per proteggere le comunicazioni da qualsiasi interferenza esterna (e quindi da occhi indiscreti).

Con ChatControl la Commissione vorrebbe limitare la sicurezza anche di questo tipo di comunicazioni, come quelle su WhatsApp e Telegram.

E’ evidente che in questo modo la Commissione Europea stia creando un incentivo per Big Tech a violare o non sviluppare la crittografia e ad indurle a setacciare le comunicazioni private.

Ripeto: appoggio totalmente la lotta alla pedopornografia, ma ritengo che sia assolutamente INGIUSTO che le mie chat private diventino pubbliche e possano essere viste da chiunque.

Cosa viene controllato da ChatControl?

Al momento “solo” foto e video che inviamo online tramite Mail, social network o qualsiasi altra piattaforma web.

Non è detto, però, che in futuro ChatControl possa analizzare anche le note vocali, altri file allegati o il testo che scriviamo nelle nostre chat.

Di nuovo: dovremo dire addio alla nostra privacy online con questo strumento di controllo e spionaggio di massa.

Perché ChatControl mi spaventa così tanto?

Semplice: con la scusa di combattere la pedopornografia (o altro in futuro), ChatControl potrebbe spiare tutto quello che scriviamo o diciamo privatamente con amici, parenti, conoscenti, collaboratori o altro ancora.

In pratica con ChatControl la nostra privacy online potrebbe rapidamente venire azzerata. E’ pericolosissimo!

Con questi presupposti, c’è già chi parla del primo regolamento in Unione Europea per la sorveglianza di massa (e sono d’accordo).

Per Alberto Pelliccione, numero uno di un’azienda di cybersecurity che sviluppa una piattaforma per identificare e tracciare operazioni di spionaggio e attacchi informatici, ChatControl “apre le porte a quello che rischia di diventare un ciclo pericoloso per il cittadino, con aziende private che si occupano di identificare, scrutinare e segnalare alle autorità, a loro discrezione, contenuti che possono rappresentare attività di abuso sui minori”.

Inoltre i detrattori di ChatControl insistono sul problema dei falsi positivi, col rischio che persino psicologi o avvocati che tutelano casi di abuso sui minori possano finire col trovarsi in qualche database come pedofili solo perché hanno acquisito prove dalle vittime. 

Inoltre penso che ChatControl non possa funzionare

Come fatto notare da molti, questo regolamento in realtà non sembra poter assicurare una reale efficacia nella lotta alla pedopornografia online.

Ciò che presumibilmente avverrà, infatti, sarà il semplice trasferimento dei network criminali su infrastrutture clandestine elusive della regolamentazione.

L’effetto collaterale, al contrario, sarà che ogni privato cittadino verrà costantemente monitorato, con rischi enormi per la propria libertà.

Insomma, la protezione dei bambini non è assicurata, ma sarà assicurato il libero accesso a informazioni, conversazioni e immagini private alle società che operano in rete. E questo NON è un bene.

ChatControl, quando sarà in vigore?

Il ChatControl è stato ufficialmente approvato dall’Unione Europea, ma non è ancora attivo.

Per esserlo dovremo aspettare probabilmente ancora qualche mese, entro il 2021 comunque sicuramente gli addetti ai lavori si organizzeranno per iniziare questa rigida sorveglianza delle nostre chat.

Fonte

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