Autostrade Per L’Italia Dovrà Rimuovere Tutti I Tutor!

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Autostrade per l’Italia dovrà rimuovere i Tutor: “il brevetto è copiato”. Via i tutor sulle Autostrade: lo stabilisce la Corte d’Appello di Roma. Ma Autostrade per l’Italia potrebbe acquistare il brevetto

E’ tutto vero: le tantissime postazioni fisse per la rilevazione della velocità installate lungo le autostrade italiane da nord a sud dovranno essere rimosse.

Lo ha stabilito ieri la Corte d’Appello di Roma nel dare ragione, a quasi 12 anni dall’avvio della causa legale, all’azienda Craft di Greve in Chianti (FI) titolare del brevetto che sarebbe stato violato per la realizzazione dei famigerati Tutor.

Cosa è successo?

La Craft aveva brevettato il suo sistema di rilevamento della velocità media verso la fine degli anni novanta e lo aveva proposto, senza successo, sia ad Autostrade che alla Polizia di Stato.

Qualche anno dopo, Autostrade per l’Italia brevettò Sicve, un sistema di controllo uguale a quello della Craft. Dopo diversi contatti da parte di Donnini, Autostrade richiese una proposta per la vendita del brevetto.

La richiesta fu di 1 milione e mezzo di euro ma gli furono offerti solo 150 mila euro.

Dopo aver rifiutato l’offerta inizio la disputa legale che si è protratta negli anni.

La sentenza

La sentenza parla chiaro: la violazione del brevetto c’è stata e a questo punto Autostrade per l’Italia dovrà rimuovere tutti i Tutor installati nel nostro Paese.

Non solo: dovrà anche astenersi, in futuro, dal fabbricare, commercializzare e soprattutto utilizzare strumenti che violino quel brevetto.

Per ogni giorno di ritardo nella rimozione dei Tutor, Autostrade per l’Italia dovrà pagare una somma di 500 euro alla Craft a titolo di sanzione civile, oltre a pagare le spese legali che la piccola azienda ha dovuto sostenere.

Cosa succederà?

Autostrade per l’Italia, a questo punto, dovrà rispettare la sentenza emessa dalla Corte d’Appello.

In alternativa potrebbe fare una proposta di acquisto alla Craft per il brevetto che, secondo i giudici, sarebbe stato violato.

In questo modo, nel caso in cui l’azienda fiorentina dovesse accettare, quel brevetto diventerebbe di proprietà di Autostrade per l’Italia che potrà quindi mantenere la situazione assolutamente invariata e lasciare attivi i Tutor già installati, ma anche fabbricarne e installarne di nuovi.

Cosa succederà in futuro?

Staremo a vedere.

Al momento la società ha riferito che pagherà le sanzioni fino a quando tutti i Tutor non saranno rimossi e sostituiti con un nuovo sistema. Il tutto, afferma Autostrade, avverrà entro tre settimane.

Sinceramente dubito che Autostrade per l’Italia abbia intenzione di rimuovere tutti i Tutor sparsi per la rete italiana, quindi trovo molto più probabile che la società provi ad acquistare il brevetto in modo da mantenere attive le postazioni già presenti e da poterne installare altre in futuro.

Tu cosa ne pensi?

AGGIORNAMENTO

Autostrade: Tutor attivi nonostante la sentenza. Nuovi modelli in arrivo

In uno stringato comunicato, Autostrade per l’Italia comunica che l’attuale modello di Tutor sarà sostituito con un nuovo sistema diverso da quello attuale nel corso delle prossime tre settimane.

Nel frattempo l’attuale sistema di rilevazione rimarrà attivo in tutta la rete autostradale, mentre parallelamente Autostrade per l’Italia impugnerà la decisione in Cassazione.

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