Dreame chiude la divisione Auto: il retroscena sulle supercar
Dreame chiude la divisione automotive: svelati i retroscena sul finto prototipo di hypercar elettrica e il blocco dei fondi pubblici
Dal mercato dei robot aspirapolvere alle hypercar elettriche: la parabola automobilistica di Dreame si è conclusa ancora prima di iniziare.
Il brand tecnologico ha chiuso definitivamente la propria divisione automotive senza aver prodotto neanche un singolo veicolo di serie.
Un’ambizione che puntava a ricalcare la fortunata svolta di Xiaomi nel settore Auto EV, ma che svelerebbe uno scenario ben diverso fatto di finti prototipi, licenziamenti e raccolte fondi bloccate dalle autorità.
Ecco tutti i dettagli della notizia.
Dal palcoscenico di Las Vegas alla chiusura dei battenti
Le promesse sulla carta avevano attirato l'attenzione del settore auto elettriche.
Dopo i primi annunci al CES di Las Vegas di inizio anno, ad aprile Dreame aveva alzato l'asticella svelando le presunte specifiche tecniche della sua hypercar Dreame Nebula:
Accelerazione da brivido: da 0 a 100 km/h in appena 0,9 secondi
Batteria ad alta densità: un valore dichiarato di 450 Wh/kg
Il ridimensionamento è però iniziato a maggio 2026.
Secondo quanto ricostruito dai portali auto.ce.cn e CarNewsChina, l'organico della divisione — che contava quasi 1.000 dipendenti — è stato azzerato da continui licenziamenti.
Gli unici reparti rimasti operativi nell'ultimo periodo sono stati quelli legali, finanziari e risorse umane, impegnati esclusivamente a liquidare il personale e sanare i debiti accumulati con i fornitori.
Le testimonianze degli ex dipendenti: la "Rocket Car" era solo un mockup
A gettare un’ombra pesante sull'intera operazione sono le rivelazioni diffuse da alcuni ex dipendenti rimasti anonimi. Quella che l'azienda presentava come "Rocket Car" si è rivelata una finzione:
Nessuna tecnologia proprietaria: il prototipo non possedeva un vero telaio da competizione
Componentistica acquistata: la scocca della Dreame Nebula era un semplice modellino comprato da una società specializzata di Shanghai
Effetti scenici: l'auto veniva spostata unicamente tramite piccoli motori radiocomandati, usati durante le presentazioni per simulare un veicolo marciante.
Prima la caccia ai fondi, poi lo sviluppo: il blocco delle autorità
Le fonti interne indicano come l'azienda avesse ribaltato la consueta metodologia di sviluppo. La priorità assoluta è stata data alla caccia ai finanziamenti e alla raccolta di capitali, mettendo in secondo piano la reale attività di ricerca e sviluppo.
La promessa di prestazioni straordinarie serviva come esca per attirare investitori, rinviando a data da destinarsi l'effettiva ingegnerizzazione del veicolo.
Il declino finale è stato innescato dai controlli normativi delle autorità competenti. Le verifiche hanno portato alla luce la reale natura del progetto, imponendo un blocco immediato ai tetti di spesa e all'utilizzo dei finanziamenti pubblici.
Il futuro di Dreame: stop all'automotive, focus sui robot
Chiusa la parentesi a quattro ruote, Dreame concentrerà nuovamente tutte le sue risorse sui settori di riferimento e sulla robotica di consumo:
Robot aspirapolvere e lavapavimenti
Tagliaerba robotizzati per il giardinaggio
Veicoli elettrici leggeri a due ruote
Soluzioni di robotica avanzata della linea "Magic Atom"
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Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
Fonte:
Verificato il: 26 agosto 2026