Fatturazione A 30 Giorni, Antitrust Sospende I Rincari!

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Con il ritorno alla fatturazione a 30 giorni gli operatori hanno aumentato i costi delle tariffe, ma l’Antitrust ha sospeso i rincari nei rinnovi mensili. Ieri Antitrust ha bloccato gli aumenti degli operatori dopo il ritorno ai 30 giorni

Bollette telefoniche, l’Antitrust sospende gli aumenti delle compagnie

Torniamo nuovamente a parlare della fatturazione mensile nel mondo della telefonia e delle telecomunicazioni.

Solo poche settimane fa, infatti, gli operatori telefonici italiani sono stati costretti ad annullare l’assurda fatturazione ogni 28 giorni per tornare a quella mensile. 

A fronte di questo cambiamento, però, i “furbetti” hanno aumentato tutte le tariffe telefoniche: passando da 13 a 12 rinnovi annuali, gli operatori telefonici hanno pensato di scaricare i gli introiti che rischiavano di perdere sui clienti, che in pratica, a fronte di un minor numero di rinnovi, dovevano continuare a pagare una tariffa maggiorata.

In pratica gli operatori telefonici avevano deciso che, se in un anno guadagnavano 100 a fronte di 13 rinnovi, non avevano alcuna intenzione di perdere le entrate relative al passaggio da 13 a 12 rinnovi, quindi hanno aumentato i costi delle tariffe mensili per gli utenti. Una follia tutta italiana.

Fortunatamente però anche in questo caso l’Antitrust è intervenuta a difesa dei clienti ed ha sospeso gli aumenti imposti dagli operatori italiani (non da tutti) dopo il ritorno alla fatturazione mensile. 

Proprio poche ore fa, infatti, è stato diffuso un comunicato ufficiale dell’Antitrust in cui si annuncia che sono stati ufficialmente sospesi i rincari dovuti al passaggio ai rinnovi mensili, che in molti casi hanno creato aumenti dell’ 8,6% a discapito dei clienti.

La decisione è scaturita dopo l’istruttoria avviata a Febbraio per verificare l’ eventuale cartello tra Tim, Vodafone, Fastweb e WindTre, che a quanto pare avrebbero coordinato gli aumenti, ottenendo in questo modo rialzi di importo simile da tutte le parti.

Le indagini dell’Antitrust sembrano quindi aver trovato un riscontro: i gestori hanno comunicato tra di loro e deciso gli aumenti in modo tale da risultare simili. 

Proprio per questo l’Antitrust ha adottato misure cautelari urgenti intimando agli operatori di sospendere l’attuazione dell’intesa oggetto di indagine e di definire la propria offerta di servizi in modo autonomo rispetto ai propri concorrenti.

Ovviamente la decisione è stata accolta con favore dal Codacons: “Ottimo! Vittoria dei consumatori!” ha detto Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Avevamo segnalato la strategia commerciale coordinata e concertata delle compagnie telefoniche per far credere che gli aumenti dell’8,6% non ci fossero e che le modifiche contrattuali dipendessero solo dalla legge, determinando così l’effetto di limitare l’esercizio del diritto di recesso. Ovvio, infatti, che è inutile recedere se tutti fanno la stessa cosa e tutto è dovuto alla legge 172/2017. Peccato che non sia così! Ora speriamo che il procedimento si chiuda con una condanna“, conclude.

Certo, da una parte è legittimo che gli operatori possano intervenire liberamente sulle tariffe, ma non è strano il fatto che abbiano deciso di applicare i medesimi rincari con analoga tempistica? E’ tutto frutto del caso? Coincidenze? Non credo proprio. Ed effettivamente sembra che NON sia stato un semplice caso, ma che ci sia un cartello dietro tutto questo.

Cosa succederà adesso?

Difficile dirlo.

La cosa certa è che le intimazioni di AgCom attualmente non hanno ancora una valenza legale, ma potrebbero trasformarsi in sanzioni nel caso in cui gli operatori ignorassero l’avvertimento. E’ importante inoltre sottolineare che il problema evidenziato dall’Antitrust non sono gli aumenti in sé, quanto che gli operatori si sarebbero comportati come un cartello, accordandosi sui provvedimenti da adottare e minando così la libera concorrenza del mercato.

Ci aspettiamo una diminuzione del costo mensile delle offerte dell’8,6%, ma sicuramente gli operatori telefonici troveranno un altro modo per aumentare le loro entrate.

E’ comunque giusto segnalare che, tra le società coinvolte, l’unica a replicare finora è stata Fastweb, che dichiara di aver sempre agito correttamente e di aver costantemente perseguito politiche commerciali assolutamente indipendenti rispetto a quelle dei propri concorrenti.

Staremo comunque a vedere cosa ci aspetterà nei prossimi mesi. Speriamo solo che Iliad arrivi presto in Italia a stabilizzare il mercato con la sua offerta chiara e conveniente.

Fonte: Repubblica

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