GameStop vicino alla chiusura? Il fallimento è dietro l’angolo

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GameStop vicina alla chiusura? Molto probabilmente Si, anche in Italia. I dissesti finanziari partiti dagli Stati Uniti colpiranno senza dubbio anche la nota catena dalle nostre parti. Fine di un’era dopo Blockbuster?

GameStop sull’orlo del fallimento. Cosa succede se GameStop chiude?

La nota catena dedicata al mondo del gaming è sull’orlo del fallimento, GameStop, potrebbe chiudere già nei prossimi mesi in tutto il mondo. Dopo una grave periodo di crisi che sta proseguendo anche in questo 2018, GameStop potrebbe rischiare seriamente il fallimento in pochi mesi visto che la grave crisi finanziaria continua da troppo tempo.

Punto di riferimento per l’acquisto di video giochi e console per anni, da qualche tempo è solo oggetto di continui attacchi di offerte e controfferte da parte dei numerosi rivenditori online che hanno ammazzato la catena di Gaming colpo su colpo, proprio come avvenne per Blockbuster fatta fallire da CD, DVD e streaming.

Infatti a distanza di 5 anni, era il 2013 quando Blockbuster chiuse definitivamente tutti i suoi negozi, ora nel 2018 potrebbe essere il turno di GameStop, gigante mondiale del gaming potrebbe essere la prossima vittima del mercato che continua a cambiare.

Il calo vistoso del 2017, con un -30% perso nelle azioni, una prima avvisaglia di crisi c’è stata quanto la società con sede in Texas fu messa sul mercato in cerca di acquirenti e Sycamore Partners si è dimostrata molto interessata.

Sebbene poi non ci fu seguito a questo interessamento, è emerso anche che il nuovo amministratore delegato di GameStop, Michael Mauler, si dimise a soli 3 mesi dall’incarico, segno che dietro l’azienda non si viveva un clima gradevole ed i problemi erano tanti.

Dunque la grave crisi del mercato dei videogiochi “fisici” surclassata da download digitali, prezzi online ai minimi storici e piattaforme dove comprare giochi a prezzi stacciati anche in abbonamento hanno o decreteranno la fine di GameStop.

2 COMMENTS

  1. L’articolo è purtroppo inesatto e tendenzioso: GameStop, come Blockbuster non ha visto la crisi SOLO per il digitale e la pirateria, come invece puntualizzato unicamente come causa nell’articolo.
    Parlando del Blockbuster si sono sistematicamente trovati in condizioni disagiate per delle scelte assurde fatte dalla stessa catena. Prima tra tutte la promozione “se non lo trovi lo affitti gratis”, per i titoli più in voga: questo si è tradotto in un acquisto esagerato di copie al noleggio di film che, dopo pochi mesi, non si calcolava più nessuno. Inoltre delle politiche di scontistica e trattamento degli abbonati che via via si è fatta meno pronunciata ed avere o meno la tessera al BB diventava praticamente inutile. L’incentivo di cibo e materiale vario che inizialmente era esclusiva del BB (oreo, dolci, gelati e altro) che man mano hanno perso senza più sopperire a quel calo di “esclusive” che ti faceva preferire un salto al BB perché tra film e popcorn/dolci particolari ne valeva proprio la pena. Unico passo intelligente fatto nell’ultimo periodo era l’apertura del “Game Rush”, che aumentava l’afflusso di giovani, idea però buona in un mare di passi falsi, errori e voglia di non proseguire.
    Il Game Stop sta praticamente facendo da anni la stessa cosa. Tralascio nella discussione il singolo cassiere, il commesso che può essere bravo o non saper gestire la cosa. Però il GS è da tempo che tratta il cliente come un idiota, con prezzi bassissimi per l’usato che rivende poi a peso d’oro. Nei negozi GS oramai si trova di tutto, compresa telefonia, internet, sky e 100 altri prodotti che con il gaming centrano praticamente nulla. Questo aiuta a confondere l’acquirente che entra, non capisce nulla ed esce insoddisfatto. La politica commerciale e gestionale del GS è fallimentare da diversi anni e come utente posso dire di averlo scartato dalle possibilità già da anni, per l’evidente inospitalità, per l’approssimazione verso prodotti e clienti e per tutta una serie di fattori che sta portando il GS al declino. Ma voglio precisare che il digitale, i download ed i prezzi di concorrenti “online” non sono che la punta dell’iceberg. La loro chiusura è dettata dalle infelici scelte commerciali ed amministrative che intraprendono sistematicamente oramai da anni.

    • L’articolo non è inesatto e tendenzioso ma solo uno dei punti di vista che probabilmente porteranno al fallimento di GameStop. Il tuo pensiero si aggiunge a quello dell’articolo.
      Saluti

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