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Se lavoro da casa in Smart Working devo avere il Green Pass? E chi me lo controlla? Posso lavorare in Smart Working senza Green Pass? Cosa devi sapere

Green Pass Smart Working

Come sicuramente saprai, a partire dal 15 Ottobre in Italia (unica al mondo) è necessario esibire il Green Pass per chiunque si rechi fisicamente sul posto di lavoro, senza distinzione alcuna.

Il funzionamento del “nuovo” super Green Pass in Italia è semplice: dal 15 Ottobre se non hai il Green Pass non puoi lavorare e vieni rispedito a casa senza stipendio, sospeso dal lavoro fino a quando non lo hai. In più rischi anche una multa salatissima.

Senza entrare troppo nell’argomento, che è lungo e complesso, tra le domande che gli italiani si stanno facendo più spesso relativamente a questo nuovo e assurdo Green Pass c’è senza dubbio questa: “Serve il Green Pass per lavorare in Smart Working?

Visto che sul web si trovano risposte diverse, alcune fondate ed altre meno, ho deciso di fare chiarezza con questo articolo, citando fonti autorevoli che tolgono ogni dubbio sulla questione.

Dunque, senza perderci in chiacchiere, andiamo subito al nocciolo della questione.

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Green Pass Smart Working: mi serve oppure no?

La risposta ufficiale è NO.

Per i dipendenti pubblici o privati che lavorano da casa in Smart Working NON è necessario esibire il Green Pass in alcun modo.

E non lo dico io, non me lo sono inventato, ma lo si evince chiaramente da quanto dichiarato dal Garante della Privacy in QUESTA PAGINA.

Il punto chiarificatore è questo:

Potranno essere sottoposti al controllo solo i lavoratori effettivamente in servizio per i quali è previsto l’accesso al luogo di lavoro, escludendo i dipendenti assenti per ferie, malattie, permessi o che svolgono la prestazione lavorativa in modalità agile.

Mi sembra molto evidente e chiaro che chi lavora da casa in Smart Working non debba esibire il Green Pass a nessuno.

Senza green pass si può lavorare in smart working?

Resta comunque da evidenziare un concetto importante: lo Smart Working non può essere concesso per aggirare la richiesta del Green Pass.

Di fatto, la mancanza di certificazione non può trasformarsi in un diritto a lavorare da remoto.

Tuttavia, se per esigenze di ufficio il datore di lavoro chiede al dipendente di lavorare in smart working, il green pass non è richiesto.

Il certificato, infatti, non serve per lavorare ma solo per accedere al luogo di lavoro.

Il documento ufficiale dell’avvocato

In caso di ulteriori dubbi sulla questione, sul sito dell’Avvocato Fusillo trovi tutte le risposte alle tue domande e tutti i documenti che puoi presentare al tuo datore di lavoro per fare valere i tuoi diritti.

Il datore di lavoro mi chiede di inviare il Green Pass tramite WhatsApp o Mail

ILLEGALISSIMO.

A parte che, come già detto, chi lavora in Smart Working non è tenuto a presentare il Green Pass a nessuno, tantomeno ad inviarlo via mail su richiesta, il Garante della Privacy specifica quanto segue:

Il sistema utilizzato per la verifica del green pass non dovrà conservare il QR code delle certificazioni verdi sottoposte a verifica, né estrarre, consultare registrare o comunque trattare per altre finalità le informazioni rilevate.

Se al lavoro qualcuno ti chiede di inviare il tuo Green Pass via mail, WhatsApp, foto o altro, ti puoi opporre per fare valere i tuoi diritti di fronte alla legge.

Prima di concludere con questo articolo, facciamo un veloce ripasso di quello che dice la legge sul Green Pass al lavoro dal 15 Ottobre 2021.

Le regole sul green pass al lavoro

Come abbiamo già detto, dal 15 ottobre e fino al 31 dicembre 2021 (per ora) la certificazione verde diventa obbligatoria in tutti i luoghi di lavoro.

L’obbligo riguarda tutti i lavoratori: i privati; il personale delle amministrazioni pubbliche; il personale di autorità indipendenti, Consob, Covip, Banca d’Italia, enti pubblici economici e organi costituzionali. Il vincolo vale anche per i titolari di cariche elettive o di cariche istituzionali di vertice.

L’obbligo è esteso ai soggetti, anche esterni, che svolgono a qualsiasi titolo la propria attività lavorativa o formativa presso le pubbliche amministrazioni.

Per quanto riguarda i lavoratori privati, sono tenuti a possedere e ad esibire su richiesta i certificati verdi per accedere ai luoghi di lavoro.

Per gli artigiani (idraulico, elettricista etc), i padroni di casa non hanno l’obbligo del controllo perché non sono datori di lavoro, ma e è loro facoltà chiedere l’esibizione del lasciapassare.

Per colf e badanti, i datori di lavoro hanno invece l’obbligo di verificarlo.

Parrucchieri ed estetisti e gli altri operatori dei servizi alla persona non dovranno controllare il green pass dei propri clienti. Il titolare dell’attività deve controllare il pass dei propri eventuali dipendenti ma non deve richiederlo ai clienti, né questi ultimi sono tenuti a chiederlo a chi svolge l’attività lavorativa in questione.

I controlli e le multe

Al datore di lavoro spetta organizzarsi per i controlli, entro venerdì 15 ottobre, pena una multa tra i 400 e i 1.000 euro.

Ogni amministrazione/azienda è autonoma nell’organizzare i controlli, anche a campione ma almeno per il 20% dei dipendenti, prevedendo prioritariamente, ove possibile, che tali controlli siano effettuati al momento dell’accesso ai luoghi di lavoro e individuano con atto formale i soggetti incaricati dell’accertamento delle violazioni. È opportuno utilizzare modalità di accertamento che non determinino ritardi o code all’ingresso.

Il lavoratore, pubblico o privato, è considerato assente ingiustificato senza diritto allo stipendio fino alla presentazione del pass.

Le sanzioni per chi va al lavoro senza pass vanno da 600 a 1.500 euro, più quelle “disciplinari” dei “contratti collettivi di settore”.

Si perde ogni altra componente della retribuzione, anche previdenziale, con carattere fisso e continuativo, accessorio o indennitario. I giorni di assenza non concorrono alla maturazione delle ferie e comportano la perdita della relativa anzianità.

Il lavoratore può essere sospeso?

Sì, nel caso di aziende con meno di 15 dipendenti, dopo il quinto giorno di assenza ingiustificata, il datore di lavoro può sospendere il lavoratore per la durata corrispondente a quella del contratto di lavoro stipulato per la sostituzione, comunque per un periodo non superiore a dieci giorni, rinnovabili per una sola volta.

Inoltre il datore di lavoro deve poi effettuare una segnalazione alla Prefettura ai fini dell’applicazione della sanzione amministrativa.

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