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WhatsApp, in Italia non è reato usarlo per segnalare posti di blocco e autovelox. WhatsApp si può usare per segnalare i posti di blocco e autovelox

Gruppo WhatsApp Autovelox

Gruppo WhatsApp Autovelox

Posti di controllo e autovelox: segnalarli sui gruppi di WhatsApp non è reato.

Proprio così: da oggi creare chat su WhatsApp per segnalare i posti di blocco istituiti dalle forze dell’ordine o eventuali autovelox mobili non è considerato reato.

È questa la conclusione del giudice che ha condotto le indagini preliminari per un’inchiesta in cui sono stati indagati 49 ragazzi della Valle Scrivia, in Liguria. I giovani avevano creato una chat su WhatsApp che comprendeva oltre 100 partecipanti con lo scopo di segnalare posti di blocco / autovelox ed evitare eventuali multe o sospensioni delle patenti.

In alcuni casi le segnalazioni venivano accompagnate da epiteti e insulti nei confronti delle forze dell’ordine che, però, non sono state considerate come caso di vilipendio per il GIP dato il “carattere chiuso della chat e della conversazione”.

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Per il giudice però non c’è stata nessuna violazione da parte dei partecipanti alla conversazione in quanto non avrebbe “comportato alcuna alterazione del servizio che è sempre stato svolto regolarmente, considerato il numero di utenti della strada e il numero comunque limitato dei partecipanti alla chat“.

Non è la prima volta che si arriva davanti ad un giudice

Una situazione simile si è già verificata a Canicattì dove i partecipanti di una chat simile a quella ligure sono stati accusati di violazione dell’articolo 340 del Codice Penale riguardante proprio l’interruzione di pubblico servizio o di pubblica necessità.

L’art. recita “chiunque, fuori dei casi preveduti da particolari disposizioni di legge, cagiona una interruzione o turba la regolarità di un ufficio o servizio pubblico o di un servizio di pubblica necessità, è punito con la reclusione fino a un anno”.

In questo caso, sarebbe complicato dimostrare una reale interruzione del pubblico servizio tramite la semplice segnalazione di posti di blocco o di autovelox.

Questa pratica però violerebbe un articolo del Codice della Strada (art.45 comma 9-bis) che vieta “la produzione, la commercializzazione e l’uso di dispositivi che, direttamente o indirettamente, segnalano la presenza e consentono la localizzazione delle apposite apparecchiature di rilevamento di cui all’articolo 142, comma 6, utilizzate dagli organi di polizia stradale per il controllo delle violazioni”.

C’è molta confusione in merito

Insomma, la situazione legislativa italiana è abbastanza confusionaria su questi aspetti, ma la cosa certa è che secondo il giudice che ha condotto le indagini preliminari al momento non è illegale in Italia usare un gruppo WhatsApp per segnalare posti di blocco o autovelox, almeno fino a quando il gruppo è costituito da poche persone.

Forse in futuro tutto questo sarà regolamentato in modo diverso, ma al momento è chiaro che in Italia non è reato utilizzare dei trucchi per aggirare le “insidie” della strada provenienti dalle Autorità, a patto che siano fatte in luogo privato.

Cosa ne penso

Ci sono varie considerazioni che mi saltano in mente leggendo questa notizia, proverò ad elencarle di seguito.

  1. Waze, il popolare navigatore satellitare usato da milioni di persone nel mondo e in Italia, integra una funzione per segnalare autovelox mobili e posti di blocco. Allora anche Waze potrebbe essere considerato illegale? La stessa cosa si potrebbe dire di Coyote, lo strumento a pagamento che nasce proprio per evitare autovelox e posti di blocco a chi viaggia in auto
  2. Chi di voi non ha mai scritto a un amico, parente o conoscente per avvisarlo che sulla strada che stava per percorrere c’era una pattuglia di Vigili, Polizia o Carabinieri? Penso che tutti noi, almeno una volta nella vita, lo abbiamo fatto. Non dico che sia giusto, ma penso che sia eccessivo arrivare a processo per questo
  3. In che modo le Forze dell’Ordine sono venute a conoscenza dell’esistenza di questo gruppo? WhatsApp spia le chat e le conversazioni degli utenti fino a questo punto? O forse qualche membro del gruppo ha denunciato il tutto?

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