Il fondatore di Wikileaks Julian Assange è stato arrestato a Londra. Julian Assange è stato arrestato dalla polizia britannica. Chi è Julian Assange?

Julian Assange arrestato

Julian Assange arrestato

Dopo 7 anni trascorsi nell’ambasciata dell’Ecuador, il fondatore di Wikileaks – senza più asilo – è stato arrestato dalla polizia britannica. L’arresto anche a seguito di una richiesta di estradizione da parte degli Stati Uniti: è accusato di cospirazione con l’ex analista dell’intelligence militare Chelsea Manning, finalizzata alla pirateria informatica.

Lunga barba e capelli bianchi, al momento del suo arresto Assange aveva in mano un libro di Gore Vidal: “History of The National Security State”. Le immagini dell’arresto di Julian Assange sono state trasmesse dall’agenzia russa Ruptly.

Dopo che l’Ecuador ha revocato al fondatore di Wikileaks l’asilo, l’ambasciata di Quito a Londra lo ha espulso dall’edificio. Assange, dopo l’arresto, è stato portato dinanzi alla Corte dei magistrati di Westminster.

L’Ecuador ha tolto la protezione ad Assange accusandolo di aver violato le condizioni di asilo: da giorni si susseguivano voci secondo cui l’attivista era stato filmato segretamente e sorpreso in attività illecite. Quindi stamattina la polizia britannica è stata invitata all’interno dell’ambasciata, dove ha eseguito l’arresto di Assange.

Chi è Julian Assange?

In breve, Julian Assange è un attivista che lega la sua fama mondiale allo scandalo WikiLeaks, il portale specializzato nella diffusione di materiale diplomatico privato, salito agli onori delle cronache per la pubblicazione di 250mila documenti confidenziali delle autorità statunitensi avvenuto negli scorsi anni.

In realtà, la sua storia inizia ben prima dell’evento che lo ha reso una delle figure più controverse nella storia recente.

Nato nel 1971 a Queensland, in Australia, Julian Assange scopre nell’adolescenza la passione per i computer che scandirà il resto della sua vita. Si interessa da subito ai codici di sviluppo e fin da subito si fa notare per alcuni di casi di intrusioni informatiche nei terminali di società private.

Successivamente la passione per il coding si accompagna a quella per la politica e il giornalismo, sfociando nella fondazione di Wikileaks: il portale dove Assange lavora come caporedattore promuovendo la diffusione di contenuti confidenziali di enti privati e pubblici.

Nel 2007 condivide informazioni secretate sul campo di prigionia statunitense di Guantanamo, nel 2008 fa circolare email private della candidata alle primarie repubblicane dell’epoca, l’ultraconservatrice dell’Alaska Sarah Palin.

Nel 2010 il Time gli dedica la copertina, eleggendolo «Uomo dell’anno», ma la notorietà si accompagna all’inizio dei suoi problemi giudiziari.

Assange viene indagato dalle autorità della Svezia, il Paese da dove gestisce WikiLeaks, con l’accusa di violenze sessuali. Fa appello alla Corte suprema di Londra, per poi ottenere nel 2012 il diritto di asilo dall’Ecuador e rifugiarsi nella sua ambasciata.

Nel 2016 WikiLeaks torna a far parlare di sé con la pubblicazione di 1.200 email private della candidata democratica Hillary Clinton, risalenti al suo periodo alla carica di Segretario di Stato. Il «leak» prosegue con la pubblicazione di altre 2mila mail di John Podesta, il capo della campagna elettorale di Clinton, con l’inclusione di alcune comunicazioni con gruppi bancari.

Nel 2017 ottiene la cittadinanza ecuadoregna, anche se i rapporti con il Paese latinoamericano si sgretolano fino all’arresto dell’11 aprile.

Cosa rischia ora Julian Assange?

Julian Assange è stato riconosciuto colpevole immediatamente di fronte alla Westminster Magistrates’ Court di Londra di aver violato i termini della cauzione nel 2012 per non essersi presentato allora dal giudice ed essersi invece rifugiato nell’ambasciata dell’Ecuador. Per questo reato rischia una pena fino a 12 mesi di carcere nel Regno Unito (la sentenza precisa sarà definita più avanti) in attesa che le autorità britanniche decidano anche sulla richiesta di estradizione presentata dagli Usa.

Ad Assange è stato notificato “un ulteriore mandato d’arresto a nome della autorità Usa alle 10.53 dopo il suo arrivo alla sede centrale della polizia di Londra”. Si conferma poi che si tratta di “una richiesta di estradizione sulla base della sezione 73 dell’Extradition Act”.

Proprio per questo il timore di Assange è che il giudizio sul suo caso passi definitivamente alla giustizia americana.

Pur non avendo ancora formulato un capo di imputazione, le autorità federali degli Stati Uniti indagano sulla sua vicenda almeno dal 2010. L’esito dovrebbe essere quello di incriminare Assange ai sensi dell’Espionage act del 1917, la legge che disciplina e punisce il reato di «spionaggio» ai danni degli Stati Uniti. La stessa fattispecie che ha portato alle condanne del whistle-blower Edward Snowden e dell’ex militare Chelsea Manning. Le pene previste dal capo di imputazione vanno dalle multe economiche alla detenzione fino a 20 anni di carcere e alla pena di morte.

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