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Facebook, la Polizia non può spiare i nostri profili senza mandato. Oppure sì?

La polizia ci spia su Facebook? Facciamo chiarezza. 

I profili Facebook degli utenti italiani sono spiati dalla polizia? Facebook collabora con la polizia? 

Ecco una notizia particolarmente interessante per i fan e gli utilizzatori accaniti di Facebook.

In questi giorni, infatti, circola in rete una notizia che afferma che la polizia postale e il ministero dell’Interno abbiano la possibilità di accedere al nostro profilo di Facebook per controllarlo senza mandato.

La notizia, precisamente, è questa.

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Panico: Facebook ha dato le chiavi al Ministero degli Interni.

Gli utenti, come impazziti, hanno iniziato a pubblicare sulla propria bacheca messaggi inutili in cui affermavano di voler impedire al ministero degli Interni (e anche alla polizia postale) l’accesso al proprio profilo. Si trattava, però, di una cosa:

  • totalmente inutile
  • assolutamente falsa.

Si trattava, infatti, dell‘ennesima bufala paranoica, che però ha mandato nel panico la maggior parte degli utenti Facebook.

A quanto pare, però, un fondamento di verità in questa bufala globale sembra esserci.

Stando a un recente articolo di Panorama, infatti, la Polizia avrebbe libero accesso, in qualsiasi momento e senza alcun bisogno di autorizzazione da parte della Magistratura, a tutti i nostri dati presenti su Facebook. In questo modo, quella che sembrava una bufala colossale, sempre secondo il settimanale Panorama conterrebbe al suo interno una parte della verità.

Ma andiamo con ordine e cerchiamo di fare chiarezza. Partiamo dal regolamento di Facebook, secondo il quale ”per obbligare Facebook a rivelare dati essenziali sui propri utenti, tra cui nomi, data di registrazione, dati di carte di credito, indirizzi e-mail e, se disponibile, un indirizzo IP da cui è stato effettuato l’accesso di recente, è necessario che venga emesso un mandato di comparizione valido nell’ambito di un’indagine ufficiale [(ai sensi del Titolo 18 U.S.C., Articolo 2703(c);”. Per altri tipi di informazioni è necessaria un’ingiunzione del Tribunale, così come per avere accesso alle conversazioni private è necessario un mandato di perquisizione.

In sostanza, senza mandato la polizia NON può accedere ai nostri dati personali e privati di Facebook.

Ma non è tutto così semplice. A quanto pare, infatti, un link presente su Facebook (sconosciuto alla stragrande maggioranza degli utenti) metterebbe in discussione quanto affermato poco sopra.

L’indirizzo sospetto è

  • www.facebook.com/records

Si tratta di un link interno alla piattaforma dove campeggia la scritta

  • “Request Secure Access to the Law Enforcement Online Request System”.

All’interno della pagina è specificato che, se si è un agente autorizzato della Polizia, è possibile raccogliere elementi di prova in relazione ad un’indagine ufficiale, con tanto di voce da spuntare “I am an authorized law enforcement agent and this is an official request”.

Potete provare voi stessi il link e verificare il tutto.

Ora, non sono un avvocato e non sono esperto in legge, ma che senso ha il lungo e complicato regolamento di Facebook sulla privacy, se poi un qualsiasi utente si può spacciare per un pubblico ufficiale e richiedere informazioni sui nostri dati privati archiviati in Facebook ? Magari il permesso non viene concesso a tutti gli utenti, ma sicuramente a tutti i rappresentanti della legge.

Un qualsiasi poliziotto, quindi, potrebbe accedere alla suddetta pagina e richiedere di accedere al nostro profilo Facebook per controllare i nostri dati personali.

Sono curioso di conoscere tutta la verità sulla vicenda, che sicuramente non è così semplice e immediata da gestire. Mi sembrava però giusto segnalarvi questa cosa, visto che è stata ripresa anche dal settimanale Panorama e non sembra essere, almeno in questo caso, l’ennesima bufala.

Siete ancora così sicuri di voler utilizzare Facebook? 

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2 COMMENTS

  1. Per accedere bisogna inserire un indirizzo email “istituzionale” quindi “@poliziadistato.it” o “@carabinieri.it”.
    Una volta dentro, le informazioni si possono ottenere solamente allegando la scansione PDF di un decreto emesso da un Magistrato.
    In ogni caso, a parte i casi di pericolo di morte, i dati vengono forniti con una tempistica abbastanza lunga.
    (esperienza personale)

  2. Stando ad un incontro con la polizia postale di un anno fa hanno affermato l’estrema fatica a contattare con questo social network. Spesso quindi se non per motivi veramente importanti dove corre dietro una denuncia etc… hanno riferito che non possono accedere ai dati personali degli utenti facebook. Se da quest’anno ci sono state novità o comunque hanno detto una balla all’incontro… non saprei…

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