La rubrica dell'orrore: Anna Parker, la madre cruenta

La rubrica dell'orrore: Anna Parker, la madre cruenta.Inauguriamo da oggi un nuovo appuntamento con i nostri lettori. Si tratta della rubrica degli orrori, in cui ogni giorno vi parleremo di un assass...

09 settembre 2015 15:30
La rubrica dell'orrore: Anna Parker, la madre cruenta -
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La rubrica dell'orrore: Anna Parker, la madre cruenta.

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Inauguriamo da oggi un nuovo appuntamento con i nostri lettori. Si tratta della rubrica degli orrori, in cui ogni giorno vi parleremo di un assassino tra i più cruenti mai esistiti, alcune volte con foto forti altre con semplici foto e con una breve descrizione di ciò che hanno fatto in vita (molti di loro sono fortunatamente passati a miglior vita).

Oggi vi parleremo di Anna Parker, una madre rimasta da sola nel 1912 in una campagna capace di torturare fino alla morte i propri figli per ossessione salvo poi giocarci, nutrirli e scattare foto facendo finta che fossero vivi.

Questa è la storia di una giovane vedova, Anna, rimasta completamente isolata nella nella sua tenuta agricola newyorkese dalla morte del marito minatore, nel 1912.

Madre di 3 figli, Jack, Lucy ed Anne Jr.  Il peso di crescere da sola 3 piccoli bambini, le gravose ristrettezze economiche e soprattutto la totale alienazione dalla civiltà, si presume, che alimentarono turbe psichiche che presto sfociarono in una gravissima schizofrenia. La donna iniziò a mostrare un attaccamento ossessivo alla religione, a parlare ai bambini di strane presenze nella vecchia abitazione e a fare folli rituali.

Quando la polizia rinvenne i cadaveri dei 3 figli notò fin da subito cicatrici e ferite da taglio vecchie anni. La donna in preda alla pazzia torturo i giovani figli per moltissimo tempo, nel totale isolamento della campagna. Sfortunatamente, il rapporto del medico legale ed il verbale della polizia è scritto in un inglese difficilmente traducibile.

Il fatto più inquietante che riguarda la vicenda è stato il ritrovamento di un libro di foto di famiglia. Sfortunatamente solo una foto è stata diffusa su enternet, alcune fonti parlano di una trentina di foto. Tutte raffiguranti Anna con i figli su sfondo naturale. Dal libro si evince chiaramente che la donna visse con i figli deceduti per diverso tempo. Li vestiva, li nutriva, li faceva giocare, immortalando il tutto con normali foto famiglia.

Ciò che si chiese per lunghissimo tempo la polizia è chi fu l’autore del ‘Book fotografico degli orrori’. Attualmente, resta ancora un mistero.

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