Lo sapevate che gli utenti Gli utenti del P2P...

Gli utenti che usano programmi P2P acquistano il 30% di musica in più degli altriSiete "pirati" del web? Scaricate programmi, musica, giochi e film dai canali "poco convenzionali" come Torrent, eMule...

16 ottobre 2012 10:35
Lo sapevate che gli utenti Gli utenti del P2P... -
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Gli utenti che usano programmi P2P acquistano il 30% di musica in più degli altri

Siete "pirati" del web? Scaricate programmi, musica, giochi e film dai canali "poco convenzionali" come Torrent, eMule e software di P2P e file sharing?

Probabilmente, allora, acquistate il 30% in più di musica rispetto agli altri utenti del web.

I pirati digitali che scaricano musica attraverso i vari servizi di file-sharing sono i migliori clienti dell’industria discografica, almeno secondo quanto afferma un recente studio condotto in Germania e Stati Uniti dalla American Assembly.

Il sondaggio, condotto telefonicamente e incentrato sulle collezioni musicali degli utenti e sulla loro provenienza, ha confermato i dati già emersi in passato: chi scarica da programmi P2P è solito acquistare un maggior numero di canzoni rispetto agli altri.

Il sondaggio parla solo di canzoni, ma io penso che la cosa riguardi anche programmi, film e materiale di altro tipo. 

Per ovvi motivi, gli utenti che scaricano musica illegalmente sono quelli con le collezioni musicali più vaste. Ma, a detta dei ricercatori che hanno condotto il sondaggio, sono anche quelli che tengono ad acquistare più musica attraverso i canali ufficiali, precisamente circa il 37% in più rispetto agli utenti che hanno dichiarato di non utilizzare servizi di file-sharing.

In pratica i più grandi pirati digitali sono quelli che spendono più soldi in musica. Ma la cosa è anche abbastanza scontata: chi scarica musica spesso lo fa "random", giusto per avere qualche canzone da ascoltare nei tempi morti. I veri appassionati, invece, magari scaricano una canzone dai canali P2P giusto per sentirla una volta o due. Se il brano è convincente, poi, questi utenti lo acquistano dai canali ufficiali, dove il brano è disponibile con una qualità audio nettamente superiore a quella disponibile nei canali P2P.

Il sondaggio ha però confermato anche un altro dato interessante: il file-sharing rappresenta soltanto una piccola parte del problema pirateria. In tutte le fasce d’età prese in considerazione - dai 18 anni in su - la più alta percentuale di materiale pirata arriva dal passaggio di file tra amici e conoscenti o dal rip da CD, acquistato da uno e copiato da molti. Il P2P, dunque, sembrerebbe essere un problema molto più limitato di quanto si potrebbe pensare, almeno per quanto riguarda l'ambito musicale.

Il problema del passaggio di file tra amici e conoscenti, però, è quasi impossibile da contrastare per le case discografiche e per le aziende, che continuano inutilmente ad accanirsi verso il P2P, difficile da contrastare e, stando a questo studio, fonte di guadagno anzichè di perdita per le grandi aziende.

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