Media World sposta il suo quartier generale. Aria di crisi in vista?

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Media World sposta il suo quartier generale da Curno a Verano e probabilmente chiude due grandi store centrali. Segni di crisi della catena distributiva fisica?

MediaWorld non è in crisi però è in atto una riorganizzazione generale con pericolose conseguenze

La crisi delle catene fisiche di elettronica è solo all’inizio, segno di un settore in netta perdita eroso dalle continue lotte della controparte online che man mano fa ridurre i margini e non permette di avere una catena fisica distribuita sul territorio imponente che ha dei costi di gestione elevatissimi.

Ecco che un primo segno concreto di crisi viene proprio da MediaWorld, che con una decisione un po a sorpresa ha deciso di spostare la sede storia di Curno a Verano con spostamento di 50km per ben 500 lavoratori.

Un po tutte le catene hi-tech stanno affrontando momenti duri di crisi, forse solo Unieuro è in attivo grazie alle numerose acquisizione e la quotazione in borsa, ma la mossa di MediaWorld risiede in una pericolosa riorganizzazione dell’azienda che è iniziata diversi anni fa con la chiusura della catena gemella Saturn con diversi store chiusi.

Se poi ci uniamo la perdita di 17 milioni di euro dell’ultimo bilancio e i contratti di solidarietà attivi in circa 20 punti vendita, il discorso è chiaro, MediaWorld è in crisi anche se sta cercando di trovare le risorse per il rilancio.

Il prossimo 3 marzo 2018 è stato indetto uno sciopero generale che colpirà la sede centrale ed anche tutti i negozi del gruppo su cui si discuterà sulla situazione finanziaria dell’azienda, del trasferimento di sede centrale ed anche sulla voce che a breve chiuderanno due importanti store di Media World di Grosseto e Milano Centrale.

Un dato di fatto è evidente a tutti, che MediaWorld abbia spinto pochissimo sul suo store online, a differenza dei suoi concorrenti come Unieuro, e basti pensare a colossi dell’ecommerce come Amazon ed eBay ma anche ePrice ed altri store secondari che hanno puntato tutto sull’online.

Speriamo in un veloce risalita di uno dei punti fermi per gli acquisti elettronici di tutti noi Italiani.

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