Pacchi dalla Cina: tariffa UE da 2 euro, quanto si paga
Pacchi dalla Cina: 2 euro di tariffa UE oltre al dazio da 3 euro. Quanto si paga su Temu, Shein e AliExpress e perché salta la tassa italiana
Comprare su Temu, Shein e AliExpress può costare di più.
Dal 1° novembre 2026 è operativa la commissione europea da 2 euro sulle spedizioni e-commerce provenienti da Paesi extra UE, che si aggiunge al dazio da 3 euro introdotto a luglio.
Per i piccoli pacchi soggetti a entrambi gli oneri si parte quindi da 5 euro prima dell’IVA, ma il conto può salire in base al contenuto.
Per capire quanto incidono sugli acquisti online, bisogna distinguere le due misure.
Pacchi dalla Cina: come si calcolano commissione e dazio
La nuova commissione di gestione, chiamata handling fee, serve a coprire le spese dei controlli doganali. È distinta dal dazio forfettario da 3 euro, applicato dal 1° luglio 2026 alle spedizioni di valore fino a 150 euro.
Il punto da conoscere è che il calcolo considera le categorie doganali dei prodotti nel pacco, non semplicemente il numero di oggetti acquistati. Nel meccanismo descritto per la commissione, cinque articoli della stessa categoria comportano 2 euro di gestione; con due categorie diverse, l’importo sale a 4 euro.
Anche il dazio viene calcolato per categoria: una spedizione con due categorie di prodotti comporta quindi 6 euro di dazio. Riunire più acquisti nello stesso pacco non garantisce, da solo, un unico addebito.
Quanto si paga prima dell’IVA
Con una sola categoria soggetta a entrambi gli oneri, il totale è di 5 euro: 3 euro di dazio e 2 euro di commissione. Va poi considerata l’IVA applicabile alla merce; in Italia l’aliquota ordinaria è del 22%.
Superati i 150 euro, il dazio forfettario non si applica: entrano in gioco gli eventuali dazi ordinari, mentre resta dovuta la commissione di gestione.
Le due misure hanno anche una durata diversa. La commissione è permanente, con revisione dell’importo ogni due anni; il dazio da 3 euro è invece temporaneo e resterà in vigore fino al 1° luglio 2028.
Cosa cambia per chi compra su Temu, Shein e AliExpress
Questi costi riguardano le spedizioni provenienti da fuori dell’Unione europea, non indistintamente ogni ordine effettuato su una piattaforma cinese. Per AliExpress, per esempio, sono interessati i prodotti in arrivo dalla Cina.
A versare gli importi sono piattaforme, venditori o rappresentanti doganali, cioè chi gestisce per loro conto le pratiche di importazione. Il costo può comunque essere trasferito all’acquirente attraverso i prezzi: l’obbligo a carico degli operatori non esclude quindi rincari per i clienti.
È proprio su questa possibile spesa aggiuntiva che interviene la cancellazione del contributo italiano, evitando che agli oneri europei se ne sommi un terzo.
Stop alla tassa italiana: evitato un conto da 7 euro
L’articolo 30 della manovra prevede l’abrogazione del contributo nazionale da 2 euro sui pacchi extra UE fino a 150 euro. Introdotto l’anno precedente, non è mai diventato operativo: dopo quattro rinvii, l’ultima partenza prevista era il 1° gennaio 2027.
La scelta viene motivata con la necessità di coordinare le regole italiane con il nuovo quadro europeo, definito dal regolamento UE 2026/2108 del 16 settembre 2026 sul Codice doganale dell’Unione.
Se il contributo italiano fosse partito, una spedizione con una sola categoria soggetta a tutti i prelievi avrebbe raggiunto 7 euro prima dell’IVA: 3 euro di dazio, 2 euro di commissione europea e 2 euro di tassa nazionale.
La rinuncia al gettito è stimata in 91,3 milioni di euro all’anno dal 2027. Il calcolo aggiornato considera circa 61,7 milioni di spedizioni annue potenzialmente interessate e un’ulteriore contrazione del 7,6% legata all’aumento dei prezzi.
Perché l’UE interviene sui piccoli pacchi
Alla base delle nuove regole ci sono il contenimento del flusso di merci a basso costo, soprattutto cinesi, e la necessità di finanziare dogane chiamate a gestire miliardi di spedizioni. Nel 2025 sono transitati nell’Unione quasi 6 miliardi di piccoli pacchi, il 93% dei quali proveniente dalla Cina.
I primi effetti emergono dalle dichiarazioni doganali: nei tre mesi successivi al dazio di luglio, i sistemi della Commissione europea hanno registrato una diminuzione media superiore al 60% dei pacchi dichiarati. Un dato significativo, che non equivale però automaticamente a una riduzione della stessa entità degli acquisti online.
👉 Iscriviti al canale WhatsApp di YourLifeUpdated
Ricevi solo le notizie e le guide più importanti, senza spam.
Hai bisogno di aiuto o consigli rapidi?
💬 Supporto diretto: entra nel gruppo Telegram – CLICCA QUI
👥 In alternativa, unisciti al nostro Gruppo Facebook
🔥 Le migliori offerte tech, ogni giorno
💰 Unisciti al gruppo OFFERTE TECH (oltre 16.000 utenti)
Seleziono solo offerte davvero convenienti per farti risparmiare tempo e denaro.
Seguici anche qui:
📰 Google News o Facebook – per non perdere nessuna novità
🎥 YouTube – recensioni oneste, test e guide pratiche
💡 Vuoi risparmiare su Amazon?
🚀 Prova Amazon Prime gratis oppure
🛒 scopri le migliori offerte Amazon di oggi
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
Fonte:
Verificato il: 02 novembre 2026