SHOCK SPID: Poste Italiane sta per introdurre il canone annuale di 5 euro. Cosa cambia e la vera alternativa CIE

Poste valuta canone SPID di 5€/anno per 30M di utenti. Scopri perché i provider pagano e le alternative: CIE e IT Wallet. Il futuro è la CIE

28 settembre 2025 11:13
SHOCK SPID: Poste Italiane sta per introdurre il canone annuale di 5 euro. Cosa cambia e la vera alternativa CIE -
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Poste Italiane SPID a pagamento: 5€ per 30 milioni di utenti

La notizia ha l'impatto di un vero e proprio terremoto nel panorama dell'identità digitale italiana. Poste Italiane (PosteID), che detiene il monopolio de facto sullo SPID, sta per mettere a pagamento il servizio per milioni di utenti.

Questo cambiamento epocale segna la fine di una lunga stagione di gratuità e costringe i cittadini a un dilemma: pagare 5 euro all'anno o migrare verso la Carta d'Identità Elettronica (CIE)?

Analizziamo le cause, le conseguenze e le alternative in gioco, garantendo che tu non perda nessuna informazione essenziale.

Il Dilemma di Poste Italiane: Canone Annuale per 30 Milioni di Utenti

Poste Italiane, società controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), gestisce il 70-72% delle credenziali SPID attive, ovvero quasi 28,7 milioni su un totale di oltre 41 milioni di identità rilasciate (dati 2024-2025).

L'indiscrezione è chiara: l'azienda sta valutando l'introduzione di un canone annuo di 5 euro per mantenere attivo il servizio Poste ID.

Questa mossa non è una scelta casuale, ma una necessità economica.

Applicare un canone di 5 euro a un bacino stimato di 20 milioni di identità attive genererebbe per Poste Italiane oltre 100 milioni di euro di Ebit aggiuntivi o margine operativo supplementare. È questa cifra che spiega la serietà della valutazione.

La motivazione ufficiale addotta dai provider è la stessa: l'attuale modello gratuito non è più sostenibile. I costi di gestione, sicurezza e manutenzione dei sistemi sono elevati e non coperti in modo adeguato, specialmente per garantire gli standard di sicurezza richiesti.

La Crisi e il Ritardo dei Fondi Statali

La svolta verso lo SPID a pagamento affonda le radici nella sua natura "ibrida" e nelle mancate certezze sui finanziamenti pubblici. Sebbene sia un Sistema Pubblico essenziale — ormai praticamente obbligatorio per l'accesso a molti servizi della Pubblica Amministrazione (PA) — è gestito da 12 aziende private.

La crisi si è aggravata a causa dei ritardi sui finanziamenti: le convenzioni tra l'Agenzia per l'Italia Digitale (AgID) e i provider sono scadute a fine 2022 e prorogate fino ad aprile 2023.

I 40 milioni di euro promessi dal PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) sono stati sbloccati solo a marzo 2025 (dopo negoziati molto lunghi) e verranno erogati a rate. Questo limbo ha costretto i fornitori ad agire in autonomia, sancendo il fatto che il modello a pagamento è qui per restare, nonostante i fondi siano stati sbloccati. Le attuali convenzioni scadono a ottobre 2025.

Il Mercato SPID: Quanto Costa l'Identità Digitale?

La possibile tariffa di Poste si allinea alla tendenza già intrapresa da altri gestori di identità digitale che hanno rotto il tabù della gratuità.

ProviderCosto AnnualeNote e CondizioniAruba4,90 € + IVAA partire dal secondo anno.InfoCert5,98 € IVA inclusaDal 28 luglio 2025. Il rinnovo non è automatico e, in caso di mancata adesione, il servizio viene sospeso per 60 giorni e poi disattivato.Register.it9,90 € + IVAGratuito il primo anno, se si possiede lettore smart card, CNS o certificato di Firma Digitale. Altrimenti il costo sale a 80,85 € + IVA all’anno.

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Se fino ad oggi la gratuità di PosteID aveva contenuto l'impatto sul cittadino, l'eventuale sua conversione a pagamento estenderebbe il nuovo modello alla stragrande maggioranza degli italiani.

La CIE e l'IT Wallet: La Visione dello Stato Abilitante

Il Governo Meloni non nasconde l'intenzione di "pensionare" lo SPID, nato come soluzione temporanea. La direzione è quella di un sistema unico nazionale gestito dal pubblico, promosso dal sottosegretario all’Innovazione Alessio Butti.

1. Carta d'Identità Elettronica (CIE)

La CIE è destinata a diventare la colonna portante dell’identità digitale per diversi motivi:

  • Sicurezza Superiore: A differenza dello SPID, che ha il difetto di permettere l'emissione di più identità digitali duplicate su diversi provider (facilitando truffe), la CIE è più sicura.
  • Governance Pubblica e Sostenibilità: Garantisce costi più stabili e maggiore uniformità, offrendo una risposta più sostenibile rispetto al sistema ibrido SPID.
  • Obiettivi PNRR: Le attivazioni sono in forte crescita (7,3 milioni a maggio 2025), e l'obiettivo è dotare il 70% degli italiani di un’identità digitale entro giugno 2026.

2. IT Wallet

L'IT Wallet è il portafoglio digitale che integra la CIE con tutti i documenti essenziali (patente, tessera sanitaria, carta europea della disabilità). Il progetto rappresenta la visione di uno "Stato abilitante": un sistema che, grazie alla digitalizzazione (già oltre 10 milioni di documenti in 9 mesi), non aspetta la domanda, ma attiva il diritto in modo proattivo, riducendo la burocrazia a carico dei cittadini.

L'introduzione di un canone per quasi 30 milioni di cittadini che usano Poste Italiane accelererà/forzerà la transizione verso i nuovi sistemi di autenticazione.

Cosa Significa per i Cittadini: Il Bivio Immediato

Gli utenti di Poste ID dovranno scegliere se rinnovare a pagamento (con un meccanismo probabilmente senza tacito rinnovo, richiedendo un'azione esplicita annuale) o migrare verso la CIE (soluzione gratuita).

Tuttavia si pone un dilemma nel breve periodo: sebbene la CIE sia l'alternativa gratuita e a prova di futuro, non tutti i servizi della PA che richiedono l'accesso SPID supportano già la CIE in modo completo, in particolare a livello locale e per i servizi privati. Questo rende la sostituzione completa dello SPID con la CIE ancora parziale.

FONTE

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