Tutti I Pacchi SDA Sono FERMI Da Giorni!

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SDA, pacchi fermi da settimane per sciopero. I furgoni non possono partire, io ho 2 spedizioni bloccate e non so quando mi saranno consegnate

Pacchi SDA fermi che non vengono consegnati: la situazione è disastrosa

Se hai recentemente ordinato qualche prodotto online da siti internet o venditori che si appoggiano ad SDA, sicuramente hai notato che ci sono ritardi nella consegna del tuo pacco.

Tranquillo (mica tanto…), non è un problema solo tuo, ma di tutta Italia, o almeno del Nord.

Sembra incredibile, ma la situazione è ormai tragica: i principali centri di raccolta e smistamento pacchi di SDA nel Nord Italia sono assediati dai lavoratori associati ad alcuni sindacati che impediscono il regolare svolgimento delle attività lavorative e stanno portando l’azienda (già compromessa) al collasso.

Non voglio addentrarmi troppo nella questione, ma proverò a fare chiarezza velocemente su quello che sta accadendo al corriere SDA, uno dei più grandi a livello italiano, che ormai da parecchi giorni non consegna più i pacchi ed è in enorme difficoltà in tutta Italia, ma in particolare al Nord.

SDA, pacchi fermi da settimane per sciopero

Come avrai letto su internet o sentito in giro, negli ultimi giorni il corriere SDA ha dovuto affrontare la rivolta di tantissimi dipendenti/collaboratori nel Nord Italia. Nella maggior parte dei casi fortunatamente la situazione, dopo alcuni giorni di stallo, è tornata alla normalità (più o meno), ma in altri casi i centri di smistamento sono ancora bloccati dai lavoratori in rivolta. 

La situazione più problematica si presenta in particolare a Carpiano (Milano), dove un picchetto presidia da settimane il centro di smistamento.

Essendo uno dei più grossi in Italia, questo sta creando enormi problemi a tutti i soggetti collegati ad SDA: gli altri dipendenti, gli utenti che si appoggiano ad SDA per spedire, gli utenti che hanno comprato online e aspettano i loro prodotti, tutte le aziende che quotidianamente si appoggiano ad SDA per lavorare, SDA stessa, che sta perdendo cifre incredibili a livello di fatturato per le mancate consegne e le commesse saltate proprio a causa di questi rallentamenti.

Insomma, un disastro. E intanto migliaia di utenti attendono la corrispondenza. 

Così, mentre l’Italia cerca di competere con il resto del mondo per quanto riguarda la crescita degli acquisti online e dell’e-commerce, basta una protesta sindacale per mettere in ginocchio le spedizioni in tutto il Paese. Sono migliaia le aziende che usano SDA per le proprie spedizioni, prima tra tutte Amazon, giusto per fare un nome.

La protesta continua da 3 settimane

Il problema è che ormai la protesta va avanti da quasi tre settimane e non sembra volersi sbloccare. Nel frattempo però migliaia di spedizioni affidate al corriere SDA (pare più di 150.000) sono bloccate nel centro di smistamento SDA di Francolino di Carpiano (MI).

Ormai dall’8 settembre un gruppo di lavoratori iscritti al sindacato Si Cobas di una cooperativa che forniva in subappalto i propri servizi di facchinaggio sta bloccando l’entrata e l’uscita dei furgoni dal centro milanese. Azioni simili si sono verificate anche nei giorni precedenti nei centri di Bologna, Piacenza e Roma, da poco però tornati operativi (più o meno) a differenza dell’hub milanese.

Anche le mie spedizioni sono ferme

Le spedizioni che sto aspettando arrivano proprio da Piacenza, ma ormai da 3 giorni vengono segnate “In Lavorazione” ma non vengono mai spedite.

Non so più cosa pensare o cosa fare.

Un pacco lo sto aspettando da 6 giorni, l’altro da 4. E non ci sono sintomi di miglioramento. Quasi quasi mi prendo su e vado a prendere il pacco a mano visto che in 40 minuti arrivo a Piacenza.

Chiamando il servizio clienti non mi viene detto praticamente niente, se non di aspettare che il pacco arrivi. Ma quando arriverà?

Il motivo delle proteste contro SDA

Come era facile intuire, il motivo di questi scioperi è ovviamente l’ennesimo disaccordo sui termini contrattuali con l’azienda, che non soddisfano i lavoratori iscritti a Si Cobas.

Azioni di questo tipo non sono infrequenti nel settore della logistica e non spetta certo a me dire chi abbia ragione. Però non trovo corretto che, per le proteste di certi lavoratori, ci rimettano aziende e persone che non c’entrano nulla.  Se ho un problema col mio datore di lavoro me lo risolvo autonomamente, non vado a rompere le palle a persone che non hanno nulla a che vedere con me. Se SDA ha problemi con i propri dipendenti deve risolverli in casa propria, prima che questi arrivino a mettere in ginocchio l’azienda.

Tra l’altro la situazione sta diventando anche abbastanza violenta, visto che negli scorsi giorni, sempre nella sede milanese, negli scontri tra picchettatori e colleghi di altri sindacati vogliosi di ricominciare a lavorare sono stati feriti due manifestanti.

Le conseguenze le pagano anche gli altri

Insomma, è chiaro che a pagare le conseguenze dello scontro tra SDA e sindacati e tra sindacati stessi, ci sono migliaia di utenti di SDA, sia aziende che privati, che stanno perdendo soldi e clienti.

Alla fine, infatti, questi lavoratori che protestano stanno ingiustamente sequestrando la merce che non è loro, causando danni che nemmeno immaginano.

Non spetta a me dire se abbiano ragione o torto, ma sicuramente questo non è il modo giusto di protestare. Perché in questo modo, oltre a loro, ci rimettono persone che non c’entrano nulla. 

E non dimentichiamo che questa circostanza mette a repentaglio il lavoro di migliaia di maestranze dirette e indirette dell’indotto dell’e-commerce e comporta, inoltre, danni certi per il blocco delle attività produttive per SDA e la conseguente interruzione del servizio pubblico postale.

E nel frattempo i pacchi rimangono fermi e i loro destinatari in attesa di riceverli, vittime incolpevoli di una guerra che rischia di mettere a repentaglio l’esistenza stessa di SDA, azienda di proprietà di Poste Italiane e già da parecchio con i conti in rosso (da quanto si evince leggendo su internet).

Io spero che la situazione si risolva il prima possibile per il bene di tutti.

Sicuramente questa protesta non porta vantaggi a nessuno dei soggetti coinvolti, quindi bisognerebbe trovare altre strade per fare valere i propri diritti, magari strade che non coinvolgano soggetti che in questa battaglia non c’entrano nulla!

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