Svolta storica dell’Agcom: i servizi a pagamento sulla SIM saranno bloccati per tutti, da tutti gli operatori telefonici. Ecco TUTTO quello che devi sapere

Stop ai servizi a pagamento delle SIM: disattivati di default

No, non è uno scherzo, è tutto vero, anche se sembra incredibile in quando questa novità segna la fine di un’era.

I servizi Premium in abbonamento verranno bloccati in Italia da tutti gli operatori telefonici, di default, in automatico. Ad annunciarlo è l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM).

Ecco tutti i dettagli.

Servizi premium bloccati per tutti: ecco la delibera dell’AGCOM

Come si può leggere nel sito ufficiale, “A tal fine sono stati proposti due interventi regolamentari: un blocco (barring) di default sulle SIM e cioè una inibizione all’acquisto che può essere rimossa solo da una previa ed espressa manifestazione di volontà dell’utente che intende realmente sottoscrivere tali servizi e una procedura atta a rinforzare la prova di acquisizione del consenso per renderlo documentabile“.

In parole povere, tutto questo serve per evitare che gli utenti attivino involontariamente i servizi a pagamento sul proprio smartphone e inizino a pagare abbonamenti che prosciugano il loro credito a loro insaputa e contro la loro volontà.

Specifico che questo blocco coinvolge sia i servizi forniti via SMS/MMS che quelli tramite rete mobile, quindi è davvero onnicomprensiva.

Il blocco sarà per TUTTI

L’AGCOM fa sapere inoltre che il blocco dei servizi a pagamento arriverà “sia per le nuove SIM, sia per quelle in essere”.

Come funzionerà il blocco dei servizi a pagamento sulle SIM?

Per quel che concerne il blocco dei servizi, viene precisato che “opera di default sulle nuove SIM, mentre per le altre soltanto se, trascorsi 30 giorni dalla ricezione di un SMS informativo, l’utente non abbia comunicato all’operatore una diversa volontà“.

Per il resto, “Nel provvedimento è stato altresì previsto che gli operatori rendano disponibili sui propri siti web una pagina dedicata in cui informano la clientela dei servizi soggetti al blocco di default, di quelli esclusi, delle funzionalità di blocco totale e parziale e delle modalità per poter continuare a usufruire dei servizi premium già presenti sulle SIM“.

Dal blocco saranno esclusi servizi bancari, mobile ticketing e donazioni

Dal blocco saranno esclusi vari servizi, fra cui: mobile ticketing per il trasporto pubblico e i parcheggi; televoto; servizi bancari e donazioni solidali.

Gli operatori dovranno inoltre predisporre sul proprio sito ufficiale le informazioni dei servizi che verranno bloccati per impostazione predefinita e le modalità per poter continuare a usufruire dei servizi premium già attivi sulle SIM.

Quando parte il blocco dei servizi a pagamento?

Si parte praticamente da subito.

Nel comunicato stampa, infatti, si legge: “Gli operatori sono tenuti a conformarsi alle disposizioni sul blocco e sull’attivazione rispettivamente entro 45 e 120 giorni dalla data di pubblicazione della delibera“.

Sarà difficile rimuovere o aggirare il blocco

Segnalo infine che il blocco sulle SIM può essere rimosso solo tramite una “previa ed espressa manifestazione di volontà dell’utente“, con tanto di consenso documentabile. Per attivare un servizio premium in abbonamento sarà infatti necessario inserire il numero di cellulare seguito da una OTP (password temporanea) di almeno 5 cifre. Insomma, con questa novità sarà veramente impossibile attivare servizi a pagamento in modo involontario.

Esultano le associazioni dei consumatori

Le associazioni dei consumatori, in trincea da anni per cambiare la situazione, hanno appreso la notizia con entusiasmo.

“Da anni il Codacons ha avviato una battaglia legale contro i servizi a sovrapprezzo attivati sulle SIM degli utenti spesso in modo truffaldino e senza fornire adeguate informazioni ai consumatori”, ha affermato il presidente Carlo Rienzi.

“Dal meteo, agli oroscopi alle suonerie gli utenti si ritrovavano sui problemi telefonini servizi in abbonamento attivati a loro insaputa, anche solo sfiorando un banner o aprendo un sito web dal proprio smartphone. Con relativi costi che venivano scalati sui conti telefonici o sul credito residuo”.

Grande soddisfazione anche da parte anche di Assoutenti.

“Si tratta di una vittoria storica per i consumatori, che da anni denunciano la giungla dei servizi a sovrapprezzo attivati in modo ingannevole e carpendo la buona fede dei cittadini”, ha spiegato il presidente Furio Truzzi.

Un business quello dei servizi in abbonamento sulle schede SIM che vale circa 800 milioni di euro annui, e che porta gli utenti a pagare servizi non richiesti, attivati per errore o grazie a raggiri. Spesso i consumatori pagano tali abbonamenti senza rendersene conto, proprio perché non hanno mai fornito esplicito consenso all’attivazione, e nei casi in cui si chiede la restituzione di quanto pagato la procedura è complessa e senza alcuna garanzia di rimborso. Finalmente, grazie alle nuove regole fissate dall’AGCOM, sarà possibile mettere la parola fine a truffe e raggiri nel settore dei servizi a sovraprezzo, e agli utenti sarà garantita maggiore trasparenza e correttezza“, conclude Truzzi.

Ci voleva tanto?

Dopo anni nei quali gli utenti si sono visti prosciugare il credito per colpa di servizi in abbonamento mai attivati e mai richiesti, finalmente le cose cambiano in meglio.

Ho solo una cosa da dire: ci voleva tanto? Perché abbiamo aspettato così tanto tempo prima di intervenire per tutelare i clienti?

Ad ogni modo, meglio tardi che mai. Dobbiamo essere felici per questa novità positiva.

FONTE: AGCOM

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