Motorola e il bootloader: bloccato su Atrix, libero su Xoom
Motorola è un'azienda che, negli ultimi anni, sembrava essere in grado di uscire da una profonda crisi.Dopo il rilascio di qualche interessante smartphone, l'azienda ha però un pò deluso al MWC 2011,...
Motorola è un'azienda che, negli ultimi anni, sembrava essere in grado di uscire da una profonda crisi.
Dopo il rilascio di qualche interessante smartphone, l'azienda ha però un pò deluso al MWC 2011, presentando un solo nuovo smartphone ed un interessante tablet, lo XOOM, che verrà presto commercializzato negli USA e solo più tardi in Europa.
L'azienda, fin dal suo primo smartphone Android, ha avuto un rapporto conflittuale con lo sblocco del bootloader dei suoi terminali: il Milestone, infatti, ha ancora il bootloader bloccato, e questo non ha permesso agli sviluppatori di creare custom firmware veri e propri in grado di sostituire quello di default di Motorola. Stessa sorte ha avuto anche il Milestone 2, anche se in Italia ne sono stati venduti veramente pochi esemplari.
Nonostante le pesantissime critiche e lamentele degli utenti, però, Motorola sembra non aver imparato dai propri errori. A quanto pare, infatti, il nuovo Atrix (disponibile a breve negli USA) sarà commercializzato con bootloader bloccato. Anche in questo caso la comunità si è mobilitata, ha protestato, ma l'azienda non vuole tornare sui propri passi. Come nel caso di Droid X, però, con buone probabilità i "cuochi" di XDA dovrebbero riuscire a sbloccarlo, anche se saranno necessari parecchi mesi di ricerca e lavoro e la procedura di ricerca sarà molto più difficoltosa rispetto a quella richiesta per un Nexus S ad esempio.
Contrariamente ad Atrix, invece, sembra che il tablet di Motorola, lo XOOM, sia dotato di un bootloader libero da vincoli, almeno per gli sviluppatori. Per permettere a questi ultimi di creare e testare liberamente i propri programmi, infatti, sembra che Motorola abbia permesso di bloccare e sbloccare rapidamente il bootloader sul suo tablet. Questo non significa che il bootloader sia libero, ma semplicemente che potrà essere bloccato e sbloccato con una procedura simile a quella da seguire sul Nexus S.
La scelta, forse, può essere dovuta al fatto che XOOM è una sorta di tablet ufficiale di Google, un pò come il Nexus S rappresenta l'ammiraglia di Google nel mercato degli smartphone.
Non capisco il motivo di questa duplice scelta, ma non posso fare altro che accogliere positivamente la notizia del bootloader quasi libero su XOOM. Questo permetterà, in prima istanza, di installare custom firmware e programmi che richiedono i diritti di root. Speriamo solo che l'azienda si decida ad applicare la stessa politica anche sugli smartphone.
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